Femminicidio di Pamela Genini, l'autopsia conferma: più di 30 coltellate

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La violenza che ha stroncato la vita di Pamela Genini, tra le mura domestiche che avrebbero dovuto proteggerla, è stata ancor più feroce di quanto inizialmente supposto. I risultati dell'autopsia, eseguita a Milano, hanno infatti accertato che la giovane di 29 anni è stata colpita da più di trenta coltellate, un numero che supera i ventiquattro colpi indicati nelle prime, sommarie, rilevazioni. Tra le ferite inferte, almeno tre, localizzate nella regione toracica, sono state di per sé letali, mentre gli accertamenti proseguono per verificare l'eventuale presenza di altre lesioni mortali al collo, in un quadro già di per sé inequivocabile.

L'ultimo, disperato, appello

Pochi minuti prima che la furia omicida si scatenasse, Pamela aveva tentato di chiedere aiuto, affidando a un messaggio la sua angoscia. "Teso. Ho paura", scriveva all'ex fidanzato, con cui manteneva un rapporto amichevole, utilizzando quel vezzeggiativo, "teso" per tesoro, che tradisce una confidenza rimasta intatta. Era circa le 21:35 di martedì scorso quando, consapevole del pericolo imminente, ha aggiunto: "Chiama la polizia". In quelle frasi sconnesse, dove la punteggiatura era un lusso che il terrore non concedeva, c'è tutta la drammaticità degli istanti finali: "nn so che fare", gli ha confidato, sapendo che l'uomo, Gianluca Soncin, era già penetrato nell'appartamento.

L'ingresso nella trappola domestica

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'assassino aveva pianificato l'agguato, entrando in possesso di un duplicato delle chiavi dell'abitazione, fatto realizzare all'insaputa della vittima. Oltre a quello strumento d'ingresso, si era presentato armato di un coltello da caccia, un particolare, quest'ultimo, che lascia pochi dubbi sulle sue intenzioni premeditate. La sua irruzione, avvenuta mentre Pamela era in casa e si rendeva conto della minaccia, ha dato il via a quei minuti di follia che l'hanno condotta alla morte, un epilogo annunciato dal suo stesso, inascoltato, allarme.

La scena del delitto e le indagini

Il luogo che avrebbe dovuto essere un rifugio è divenuto così teatro di un femminicidio di inaudita brutalità, i cui dettagli emergono ora in tutta la loro crudezza attraverso il referto autoptico. La scientificità dei rilievi, che hanno quantificato in oltre trenta i fendenti, fornisce alla magistratura un elemento materiale di capitale importanza, delineando con chiarezza la dinamica dell'aggressione e la determinazione dell'aggressore. Le indagini, che proseguono senza sosta, sono focalizzate a ricostruire ogni passaggio di quella sera e a consolidare il quadro probatorio a carico dell'indagato.

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