Playoff Nba, Cleveland accorcia su Detroit mentre Oklahoma City domina e mette un piede in finale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte dei playoff Nba ha riaperto ufficialmente le ostilità nella Eastern Conference, dove il predominio apparentemente solido dei Detroit Pistons ha subito una flessione significativa. Cleveland, spalle al muro e sotto di due partite, ha trovato la forza di reagire nel momento di maggiore necessità, capitalizzando il fattore campo al Rocket Mortgage FieldHouse. Il 116-109 con cui i Cavaliers hanno battuto i Pistons non è stato un semplice successo di bandiera, ma una vera e propria dichiarazione di intenti: la serie, ora sul 2-1 per la franchigia del Michigan, torna in bilico proprio quando Detroit sembrava pronta per lo slancio decisivo. A risultare decisivo, in questo contesto di pressione massima, è stato l’impatto di due veterani, capaci di ribaltare le critiche accumulatesi nei giorni precedenti con una prestazione di sostanza e carattere.

Il riscatto silenzioso di Harden e la serata da record di Mitchell

La narrazione che aveva accompagnato l’inizio di questa serie era impietosa nei confronti di James Harden, la cui versione “playoff” sembrava destinata a subire l’ennesima valanga di critiche per le prestazioni altalenanti; nel finale di gara-3, però, l’ex giocatore dei Clippers ha fatto capire di non essere ancora pronto per le vacanze. Con una serie di giocate da applauso nel momento più caldo della partita, l’MVP 2018 ha regalato ai Cavaliers un successo fondamentale, archiviando le polemiche sulle sue due uscite precedenti caratterizzate da palle perse pesanti. Harden, che aveva chiuso gara-2 con un misero 3 su 13 dal campo, ha messo a referto 19 punti e 7 assist colpendo nei momenti decisivi. A rendere possibile la rimonta ci ha pensato Donovan Mitchell, autore di 35 punti e 10 rimbalzi: quest’ultimo ha raggiunto quota 2.000 punti in carriera nei playoff, un traguardo che lo colloca tra i più rapidi della storia recente della lega. A risultare decisivo un parziale finale gestito con freddezza chirurgica, dove Harden ha firmato due tiri consecutivi – uno in sospensione e una tripla con uomo addosso – che hanno spento i tentativi di rimonta dei Pistons, nonostante la tripla doppia di Cade Cunningham (27 punti, 10 rimbalzi e 10 assist).

Il dominio assoluto di Oklahoma City e la serata magica di Ajay Mitchell

Se a Est la contesa è ancora aperta, a Ovest la musica cambia radicalmente, con i campioni in carica che dimostrano un dominio assoluto anche in trasferta. Alla Crypto.com Arena, gli Oklahoma City Thunder non si fermano più: il 131-108 inflitto ai Los Angeles Lakers rappresenta l’ennesima prova di forza di una macchina perfetta, che adesso è a una sola vittoria dalla qualificazione alle finali di conference. A sorprendere non è stata l’ennesima prestazione solida di Shai Gilgeous-Alexander (23 punti e 9 assist), quanto l’esplosione di un giovane ruolo che finora era rimasto ai margini della cronaca. Grazie ai massimi in carriera nei playoff di Ajay Mitchell, capace di firmare 24 punti e 10 assist, OKC ha letteralmente travolto LeBron James e compagni, portandosi sul 3-0 e mettendo una seria ipoteca sulle finali della Western Conference.

Lakers irreconoscibili nella ripresa e Thunder a caccia del sorpasso

L’illusione per i tifosi di casa è durata lo spazio di un primo tempo, nel corso del quale i Lakers erano riusciti a restare aggrappati alla partita sfruttando le energie iniziali; una volta rientrati negli spogliatoi, però, la resilienza della squadra di J.J. Redick è evaporata sotto i colpi della profondità del roster di OKC. Con questo successo, i Thunder proseguono la loro marcia trionfale: sono ancora imbattuti in questa post-season (7-0) e, dettaglio statistico ancor più inquietante per gli avversari, hanno vinto tutti e sette gli scontri stagionali contro i gialloviola. Lakers troppo dipendenti da Rui Hachimura (21 punti) e Luke Kennard (18), mentre LeBron James (19 punti e 6 rimbalzi) ha pagato dazio contro la fisicità avversaria senza mai trovare il ritmo giusto per incrinare il vantaggio. La serie si sposterà nuovamente in California per gara-4, con i padroni di casa spalle al muro e costretti a vincere per evitare il sweep.

Playoff Nba, i verdetti in arrivo e la notte di lunedì

Il calendario della post-season si avvicina quindi a un momento di verità: lunedì notte, in notturna italiana, sia Cleveland che Oklahoma City avranno l’opportunità di cambiare definitivamente il corso delle rispettive serie. Per i Cavaliers si tratterà di un’occasione imperdibile per pareggiare il conto davanti al proprio pubblico, forte del ritrovato cinismo nei momenti che contano; per i Thunder, invece, l’appuntamento è con il passaggio del turno. La differenza di approccio tra le due sfide è abissale: mentre a Est si prospetta una battaglia punto a punto, a Ovest la sensazione è quella di un confronto tra pugili di peso diverso, con i Lakers apparsi incapaci di reggere l’impatto fisico e tecnico dei campioni. In attesa di scoprire se Detroit saprà rispondere al colpo subito, l’analisi dei tabellini restituisce l’immagine di due franchigie, quelle di Cleveland e Oklahoma City, che hanno scelto strade opposte ma ugualmente efficaci per restare aggrappate ai propri sogni di gloria.

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