Playoff Nba, Oklahoma City vola sul 3-0 contro i Lakers mentre Cleveland accorcia su Detroit
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Redazione Sport
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L’Oklahoma City Thunder ha messo una seria ipoteca sulla finale di Western Conference, imponendosi 131-108 al Crypto.com Arena di Los Angeles e portandosi così sul 3-0 nella serie che li vede opposti ai Lakers – un risultato, quest’ultimo, che lascia ben poco spazio all’immaginazione per quanto riguarda l’esito finale del confronto. I ragazzi di Mark Daigneault, rimasti finora imbattuti in questi playoff, hanno infatti dominato la gara sin dai primi minuti del secondo quarto, quando un parziale di 18-4 ha spezzato la resistenza di una franchigia californiana già priva del suo playmaker titolare Luka Doncic. A suggellare il dominio degli ospiti ci hanno pensato Shai Gilgeous-Alexander, autore di 23 punti e 9 assist senza mai forzare le proprie giocate, e Chet Holmgren, il quale ha aggiunto 18 punti e 9 rimbalzi con una percentuale al tiro da centro di alto livello. Nessuno, tra i padroni di casa, è riuscito a reggere l’urto: LeBron James e Rui Hachimura hanno messo insieme 40 punti, ma si è trattato di numeri sostanzialmente ininfluenti per il risultato finale.
Lakers spalle al muro, gara-4 già un dentro o fuori
Per JJ Redick, alla sua prima esperienza da head coach nei playoff, la situazione si fa ora drammatica: la sua squadra sarà costretta a vincere già nella prossima notte (alle 04.30 italiane) per evitare un’umiliante eliminazione per 4-0, un tracollo che nessuno avrebbe pronosticato alla vigilia della serie. Va detto, a onor del vero, che l’assenza di Luka Doncic – infortunatosi nella seconda partita del precedente turno – ha privato i gialloviola della loro principale opzione offensiva in pick and roll, costringendo l’intero sistema a un improvviso cambio di gerarchie. Eppure, la difesa dei Thunder ha mostrato una capacità di adattamento impressionante, raddoppiando sistematicamente LeBron James in post basso e costringendo i tiratori perimetrali di Los Angeles a conclusioni affrettate. Oklahoma City, dal canto suo, non ha mai concesso l’illusione di una rimonta, gestendo il vantaggio con la freddezza di una squadra che – a questi livelli – sembra aver già digerito la pressione post-season.
Cleveland riapre la serie contro Detroit, vola Donovan Mitchell
Spostandosi a Est, i Cleveland Cavaliers hanno invece interrotto il momento positivo dei Detroit Pistons, imponendosi 116-109 in gara-3 e accorciando le distanze sul 2. Una vittoria, quella firmata dai Cavs, costruita nel finale di partita grazie a un parziale di 12-2 nei minuti decisivi del quarto periodo; James Harden – arrivato durante la finestra di mercato – ha orchestrato la rimonta con una serie di letture difensive degne del suo miglior repertorio, mentre Donovan Mitchell si è preso la scena con 35 punti realizzati in modo chirurgico, alternando tiri dalla media distanza a penetrazioni in sospensione. Detroit, che pure aveva vinto le prime due gare in casa, ha pagato a caro prezzo qualche possesso di troppo sprecato in transizione, subendo inoltre l’impatto atletico di Evan Mobley (14 rimbalzi e 4 stoppate) sotto le plance. La serie, dunque, resta aperta, ma i Pistons sanno di aver perso un’occasione d’oro per mettere la testa avanti 3-0: un vantaggio che, statisticamente, nessuna franchigia nella storia Nba è mai riuscita a ribaltare.
Golden State e Kerr insieme fino al 2028, l’intesa è ufficiale
Mentre infuriavano le partite dei playoff, dalla Bay Area è giunta un’altra notizia destinata a pesare sul futuro della lega: i Golden State Warriors hanno raggiunto un accordo biennale con Steve Kerr, il quale prolungherà così la sua permanenza sulla panchina della franchigia californiana fino all’estate del 2028. Arrivato a Golden State nel lontano 2014, l’allenatore più pagato dell’intera Nba – lo scorso anno aveva incassato 17,5 milioni di dollari – ha già vinto quattro titoli con i Warriors, costruendo un’identità di gioco basata sul movimento di palla e sul tiro da tre che ha rivoluzionato l’era moderna del basket americano. Dopo una stagione regolare altalenante conclusa con l’eliminazione al play-in, Kerr proverà a rilanciare il progetto con lo stesso nucleo di veterani (Curry, Green) affiancato da giovani promesse come Kuminga e Podziemski. Nessun dettaglio finanziario dell’estensione è stato reso noto, ma fonti vicine alla trattativa parlano di un ingaggio che dovrebbe mantenere il tecnico stabilmente nella fascia più alta della lega, in attesa di capire – a margine delle prossime trade – se l’organizzazione potrà tornare competitiva a Ovest.




