Oklahoma butta fuori i lakers, Cleveland si riprende la serie

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il verdetto, per quanto severo, non ammette repliche. Gli Oklahoma City Thunder hanno spazzato via i Los Angeles Lakers con un netto 4-0 nella semifinale della Western Conference, imponendosi anche in gara-4 – giocata al Crypto.com Arena – con il punteggio di 115. Si tratta di un’operazione chirurgica, condotta da chi il campionato lo ha dominato dalla regular season fino a questo momento, e che ora proietta Oklahoma City – da non dimenticare, campione in carica – direttamente nella finale di Conference. Dall’altra parte del tabellone, invece, i gialloviola escono di scena senza aver vinto una singola partita. E quella di Los Angeles potrebbe essere stata l’ultima danza, per certi versi, del loro numero 23.

La partita, a dirla tutta, i Lakers l’hanno tenuta in pugno per lunghi tratti. LeBron James – che ha chiuso con 24 punti e 12 rimbalzi, sebbene con un pesante meno diciassette di plus/minus – ha provato a trascinare i suoi, coadiuvato da un efficace Austin Reaves, autore di 27 punti. Eppure, quando si è trattato di allungare il collo nel finale, la banda di coach Daigneault ha stretto le maglie difensive. Shai Gilgeous-Alexander, solito, implacabile terminale offensivo, ne ha messi 35; accanto a lui, la sorpresa si chiama Ajay Mitchell, sempre più decisivo in questo avvio di post-season. A spegnere le residue speranze californiane ci ha pensato anche Chet Holmgren, il cui contributo sotto i tabelloni ha spezzato la resistenza di un Anthony Davis apparso spesso isolato.

L’assenza che pesa e il futuro in bilico

La serie, va detto, era proibitiva sulla carta. E il divario sul parquet lo ha confermato, specie senza Luka Doncic. Lo sloveno, si legge nei referti, ha seguito la sfida dalla panchina infilato in una tuta nera, out ormai da quindici partite per uno stiramento di secondo grado al bicipite femorale. Una perdita, la sua, che ha tolto a Los Angeles quella capacità di generare tiri impossibili nei momenti che contano. E così, mentre Oklahoma City celebra l’imbattibilità in questi playoff, a Los Angeles si aprono i soliti interrogativi di fine ciclo. LeBron James ha compiuto il suo ennesimo sforzo titanico, ma l’addio al titolo potrebbe essere valso anche come addio alla maglia gialloviola. Se non, addirittura, al basket giocato. Lo sapremo, comunque, a breve: le voci di corridoio, per quanto insistenti, restano tali finché non arriva una parola ufficiale.

Donovan Mitchell, 43 punti e un parziale da record

Nell’altra serie, quella a Est tra Cleveland e Detroit, lo spettacolo è stato firmato Donovan Mitchell. La sua prestazione, per certi versi assurda, ha permesso ai Cavaliers di pareggiare il conto sul 2-2 dopo una gara-4 sofferta e piena di capovolgimenti. I Pistons, nel primo tempo, avevano imbrigliato la difesa di casa con buona fluidità, costruendo un margine che sembrava poter indirizzare la partita. Poi, però, è accaduto qualcosa di raro. A cavallo dell’intervallo lungo, Cleveland ha infilato un parziale di 24-0, una valanga che ha frantumato la partita e l’animo degli avversari. Nel secondo tempo, Mitchell è stato semplicemente monumentale: 39 dei suoi 43 punti complessivi li ha segnati dopo l’intervallo, una sequela di triple e penetrazioni in sospensione che hanno lasciato senza aria la difesa di Detroit. La serie, ora, cambia volto e si fa corta; ma l’inerzia, in questo momento, pende inequivocabilmente verso l’Ohio.

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