Un’anteprima dei nuovi «poteri» di Apple Intelligence nelle funzioni di accessibilità in arrivo su iPhone

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Se non c’è nessuno in giro a cui rivolgere domande come «Dove sono le chiavi?» o «Cosa dice questo cartello?», i non vedenti o ipovedenti potranno presto affidarsi al proprio iPhone per avere una risposta. In occasione della Giornata Mondiale dell’Accessibilità Digitale, che quest’anno cade il 21 maggio, Apple ha svelato le funzionalità dedicate ad aiutare chi ha una disabilità, in arrivo con il prossimo sistema operativo. L’anteprima tecnica, presentata da Cupertino il 19 maggio, mostra come l’intelligenza artificiale generativa integrata nei dispositivi (Apple Intelligence) verrà applicata a strumenti già esistenti come VoiceOver, Lente d’ingrandimento e Controllo vocale, trasformandoli profondamente. Non si tratta, a ben guardare, di funzioni di nicchia: parliamo di strumenti che milioni di persone usano ogni giorno per interagire con iPhone, iPad e Mac, e che ora diventano significativamente più capaci, sebbene l’arrivo sia previsto più avanti nel corso del 2026 senza una data precisa.

Il nuovo «Controllo vocale» anticipa la Siri del futuro

Negli annunci sull’accessibilità del 19 maggio emerge una notizia che va oltre la sfera dell’accessibilità stessa. Il nuovo Controllo vocale con Apple Intelligence, stando a quanto riportato, sa leggere lo schermo e agire sugli elementi dell’interfaccia in risposta a comandi in linguaggio naturale. È esattamente quello che Apple aveva promesso per Siri alla WWDC 2024, poi rimandato più volte e mai arrivato sul mercato. Adesso quella tecnologia – come notato da alcuni osservatori del settore – esiste e funziona, e arriverà agli utenti con iOS 27 a settembre. Per l’utente medio, la differenza pratica è sostanziale: invece di memorizzare comandi rigidi, basterà descrivere ciò che si vede, ad esempio dicendo «tocca la cartella viola» per navigare tra i file, superando anche i problemi legati alle etichette non codificate correttamente per l’accessibilità.

VoiceOver e Lente conversazionali: esplorare il mondo con l’aiuto dell’AI

Per chi non vede o vede poco, le due funzioni storiche di Apple (VoiceOver e Lente d’ingrandimento) ricevono un potenziamento definito “conversazionale”. VoiceOver potrà contare su Image Explorer, che sfrutta l’AI per fornire descrizioni più dettagliate delle immagini presenti nelle gallerie, nelle bollette scansionate o nei documenti personali. Ma la vera novità è la possibilità di premere il tasto Azione su iPhone per porre domande specifiche su ciò che la fotocamera sta inquadrando, ottenendo risposte immediate. Lo stesso principio viene applicato a Lente d’ingrandimento, che mantiene un’interfaccia ad alto contrasto pensata per chi ha un residuo visivo, ma guadagna la capacità di ricevere richieste vocali contestuali come «accendi la torcia» o «zoom avanti».

Vision Pro e il controllo della sedia a rotelle con gli occhi

Un altro sviluppo riguarda l’integrazione con hardware esterno, anche se per ora limitato agli Stati Uniti. Apple ha lavorato con aziende produttrici di sistemi di guida alternativi (tra cui Tolt e LUCI) per permettere ad Apple Vision Pro di controllare sedie a rotelle elettriche attraverso il tracciamento oculare. La funzione, descritta dall’azienda come reattiva e priva della necessità di ricalibrazioni frequenti, è pensata per quelle persone con disabilità motorie così profonde da rendere difficoltoso anche l’uso del joystick tradizionale. Questa operazione trasforma il visore per la realtà mista in un’interfaccia assistiva di potenza, sebbene per ora compatibile solo con modelli specifici di dispositivi su suolo statunitense.

Accessibility Reader e sottotitoli generati per ogni video

Completano il quadro l’evoluzione di Accessibility Reader, in grado ora di distillare riassunti di articoli scientifici complessi o tabelle, gestendo traduzioni integrate mantenendo la personalizzazione grafica voluta dall’utente. A livello di sistema, infine, arriva la generazione automatica di sottotitoli on-device per ogni video che non li possieda già: una manna per le persone sorde o con problemi di udito, che potranno così seguire contenuti informali inviati da familiari o amici senza attendere che qualcuno li trascriva. Tutti questi dati vengono elaborati localmente, nel rispetto della privacy, e per ora sono stati annunciati ufficialmente per i Paesi anglofoni.

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