Briatore, da Sinner a Spalletti: il successo e i suoi giudizi
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Redazione Sport
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Flavio Briatore, imprenditore di successo le cui attività, come il nuovo locale Crazy Pizza inaugurato a Torino, si espandono da Londra a New York, ha recentemente articolato un giudizio tagliente su una dinamica che, a suo parere, caratterizza il rapporto degli italiani con i vincenti. In occasione della presentazione del suo ristorante, ha infatti difeso con forza Jannik Sinner, il tennista recentemente oggetto di critiche per la decisione di non partecipare alla Coppa Davis, sostenendo che nel paese si tenda a perdonare qualsiasi cosa tranne, appunto, il successo. Una condizione, questa, che lui stesso conosce bene e che ha sintetizzato affermando come, per essere realmente benvolti, si debba quasi "essere miserabili".
Le critiche all'azzurro e la difesa a spada tratta
Briatore, parlando del campione di tennis, ha dunque messo in luce quella che percepisce come una contraddizione culturale, ossia una certa avversione verso chi, avendo raggiunto l’apice, compie delle scelte autonome e discutibili solo in apparenza. La sua non è una semplice osservazione marginale, ma un commento che tocca il nervo scoperto di un dibattito pubblico spesso polarizzato, dove le vette dei traguardi sportivi sono talvolta seguite da reazioni che ne sminuiscono il valore. Ha evitato, nel suo intervento, di approfondire i dettagli tecnici della scelta del tennista, concentrandosi piuttosto sul principio generale e sul clima che si sarebbe creato attorno alla figura di Sinner.
Il ricordo negativo di Spalletti e la Juventus
Oltre a prendere le parti del numero uno del tennis italiano, l’imprenditore ha espresso una valutazione netta, sebbene personale, anche in merito all’annuncio di Luciano Spalletti come allenatore della Juventus. Dichiarandosi tifoso bianconero, Briatore ha affermato senza giri di parole: "Spalletti non mi piace", motivando la sua posizione con il ricordo negativo lasciatogli dalla gestione della Nazionale. Sebbene ne abbia riconosciuto i meriti, come la vittoria dello scudetto con il Napoli che portò il tecnico a farsi un tatuaggio celebrativo, ha ironicamente suggerito che, per guadagnarsi il favore della nuova piazza, dovrebbe ora tatuarsi il simbolo della Juventus sull’altro braccio.
L'imprenditore e il suo punto di vista sul mondo sportivo
I commenti dell’imprenditore, che ha paragonato la situazione della Juventus a quella della Cremonese, travalicano dunque la semplice cronaca per inserirsi in una riflessione più ampia sul valore del successo e sulla sua percezione. Il suo è un punto di vista che, partendo dalla sua esperienza personale in campo economico e imprenditoriale, si proietta con disinvoltura sull’universo dello sport, analizzandone le meccaniche pubbliche e le reazioni che esso provoca. Ha parlato da uomo abituato a costruire e a gestire il consenso, ma anche a subire le critiche che spesso accompagnano chi, in qualsiasi settore, riesce a distinguersi e a primeggiare.




