Olanda reintroduce i controlli alle frontiere

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'Olanda, nota per la sua tolleranza e le libertà civili, ha deciso di reintrodurre i controlli alle frontiere con Germania e Belgio a partire dal 9 dicembre. Questa decisione, che sospende temporaneamente l'accordo di Schengen, è stata presa in risposta ai recenti eventi di violenza e alle crescenti preoccupazioni per la sicurezza interna. Il Paese, che per primo ha legalizzato i matrimoni gay e dove perfino le prostitute pagano le tasse, si unisce così ad altri sette Stati europei che hanno già adottato misure simili.

La sospensione dell'accordo di Schengen, che permette la libera circolazione delle persone tra i Paesi membri, è stata giustificata dalle autorità olandesi come necessaria per contrastare i flussi migratori irregolari e garantire la sicurezza dei cittadini. La decisione segue una serie di aggressioni e atti di violenza, che hanno visto coinvolti gruppi organizzati e movimenti politici che cercano di guadagnare consensi nelle aree di immigrazione.

Con l'Olanda, salgono a otto i Paesi che hanno reintrodotto i controlli alle frontiere interne dell'Unione Europea. Tra questi, Germania, Austria, Francia, Svezia, Slovenia, Danimarca e Norvegia, quest'ultima pur non essendo membro dell'UE, fa parte dell'area Schengen. La reintroduzione dei controlli rappresenta una delle più gravi crisi dell'area di libera circolazione dalla sua nascita, mettendo a rischio il sogno di un'Europa senza frontiere.

Secondo il diritto europeo, gli Stati membri possono ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne in caso di gravi minacce alla sicurezza interna. Tuttavia, queste sospensioni dovrebbero rimanere un'eccezione e non la norma.

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