Di Battista torna su La7: «Ora la priorità è curarmi»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alessandro Di Battista mette le cure davanti a qualsiasi ipotesi di candidatura, senza però escludere un futuro ritorno alle elezioni. Tornato in collegamento a DiMartedì su La7 dopo il grave malore accusato a Cuba e l'intervento chirurgico all'Avana, l'ex deputato ha spiegato a Giovanni Floris che dovrà iniziare presto le terapie. La priorità, ha detto, è occuparsi della propria salute, mentre l'associazione Schierarsi dovrà continuare a crescere senza chiudere preventivamente alcuna strada politica. Una risposta che rinvia ogni decisione personale ma conferma l'intenzione di proseguire il lavoro dell'organizzazione in vista di altre tornate elettorali.

La malattia, l'operazione a Cuba e il ritorno in Italia

Il passaggio televisivo ha segnato anche il racconto pubblico della malattia che aveva provocato il ricovero alla fine di agosto. Di Battista ha spiegato di essersi sentito male a causa di un edema cerebrale determinato dalla presenza di un tumore, diagnosticato durante il viaggio nell'isola, dove si trovava per realizzare alcuni reportage. Le cure somministrate dai medici cubani hanno ridotto l'edema e consentito l'intervento, con l'asportazione quasi completa della massa. Dopo l'operazione all'Avana, l'ex parlamentare è rientrato in Italia il 12 settembre con un'aeroambulanza ed è stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, dal quale è stato dimesso sei giorni più tardi.

Nel descrivere il percorso che lo attende, l'ex esponente del Movimento 5 Stelle ha preso esplicitamente le distanze dalla retorica del malato trasformato in un guerriero chiamato a vincere una battaglia. Ha parlato invece della necessità di sottoporsi alle terapie, mantenere un atteggiamento positivo e affidarsi ai medici. Il racconto sposta così l'attenzione dalla rappresentazione eroica della malattia alla concretezza delle cure, evitando di attribuire al paziente la responsabilità morale dell'esito. Durante l'intervista ha anche raccontato di recuperare progressivamente i propri spazi di libertà dopo settimane segnate dall'emergenza sanitaria.

Dalle polemiche sul volo sanitario alla telefonata di Meloni

Un altro capitolo riguarda le polemiche nate mentre era ricoverato all'estero, quando sui media e sui social circolavano ipotesi su un possibile volo di Stato per riportarlo in patria. Di Battista ha chiarito di essere rientrato con un volo sanitario pagato dalla propria assicurazione e ha criticato duramente le ricostruzioni pubblicate durante la degenza, comprese quelle che lo avevano dato per morto o avevano attribuito diagnosi non confermate. Ha raccontato anche di avere scoperto, una volta cosciente nel letto dell'ospedale dell'Avana, di essere uscito da un coma del quale non aveva avuto consapevolezza.

Sul comportamento delle istituzioni italiane, il giudizio personale espresso dall'ex deputato è stato invece positivo. Giorgia Meloni lo aveva chiamato mentre si trovava nella capitale cubana e, nel suo racconto, sia la presidente del Consiglio sia il governo gli avevano manifestato solidarietà. Di Battista ha precisato che l'ipotesi al centro delle polemiche non riguardava un normale volo di Stato, ma un eventuale trasporto sanitario, sostenendo che un Paese dovrebbe assistere i propri cittadini quando si trovano all'estero in condizioni di salute particolarmente gravi.

La critica al Pd sull'Ucraina e il futuro di Schierarsi

Il ritorno in televisione ha avuto anche un contenuto strettamente politico. Interrogato sul cosiddetto campo largo, Di Battista lo ha definito debole e ha concentrato la critica sul Partito democratico, sostenendo che sulla guerra in Ucraina il principale partito della coalizione abbia di fatto la stessa posizione dell'esecutivo guidato dalla presidente del Consiglio. Nel suo ragionamento, il dossier ucraino non riguarda soltanto la politica estera, ma si collega anche alle scelte energetiche e al costo della vita. Ha inoltre respinto l'etichetta di «Vannacci di sinistra» utilizzata da alcuni media, affermando di non riconoscersi né nel paragone con il generale né nella definizione politica che lo accompagna.

Prima della malattia, Schierarsi aveva lavorato per arrivare all'appuntamento elettorale nelle condizioni di poter scegliere se compiere o meno un ulteriore passo. L'associazione, di cui l'ex parlamentare è vicepresidente, rappresenta oggi il principale strumento della sua attività politica fuori dai partiti. Il suo percorso istituzionale si era sviluppato nel Movimento 5 Stelle, con l'elezione alla Camera nel 2013 e la permanenza in Parlamento fino al 2018; successivamente aveva deciso di non ricandidarsi e nel 2021 aveva lasciato il M5S, proseguendo l'attività pubblica attraverso iniziative politiche, giornalismo e reportage, in particolare dall'America Latina.

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