Luca Carboni, il ritorno alla musica dopo la malattia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il bisogno d'affetto, che da sempre costituisce un motivo portante della sua poetica, Luca Carboni lo ha ritrovato intatto, restituito con gli interessi da un pubblico che non lo ha dimenticato. Martedì sera all'Unipol Forum di Assago, dopo sei anni di lontananza dalle scene e una battaglia personale contro un male grave, l'artista ha fatto il suo grande ritorno, dimostrando come la musica possa farsi strumento di resilienza e di rinascita. "È davvero bellissimo tornare a fare un concerto davanti a delle anime bellissime. Grazie davvero": poche parole, quelle pronunciate dal palco, che racchiudevano un percorso di sofferenza e di guarigione, un sentimento di gratitudine che andava ben al di là della consueta ritualità del ringraziamento.
Il percorso di un ritorno
Quello che è stato definito un "fisico bestiale" della musica pop italiana ha dovuto affrontare una prova durissima, un cancro ai polmoni diagnosticatogli nel 2022 e dal quale è emerso l'anno scorso. Il ritorno alla vita pubblica, dopo un periodo di cure e di convalescenza, è avvenuto in maniera graduale, attraverso la collaborazione con amici e colleghi. Cesare Cremonini, concittadino e compagno di avventure musicali, è stato fra i primi a riportarlo alla musica, coinvolgendolo in un duetto per il brano "San Luca" e ospitandolo in alcune sue serate, gettando così un ponte ideale verso questo ritorno solitario.
La potenza simbolica della scaletta
La scelta della canzone d'apertura non poteva che ricadere su "La Primavera", un brano che, al di là del suo valore musicale, incarna in maniera perfetta il concetto di un nuovo inizio, di un risveglio dopo un inverno lungo e difficile. Quel brano, che lui stesso aveva indicato tempo addietro come l'ideale per un eventuale rientro, ha assunto martedì sera il peso di un manifesto, di una dichiarazione d'intenti carica di un'emozione palpabile. La serata, articolata in una scaletta che ha attraversato i suoi successi, è stata descritta come uno spettacolo "potente", un aggettivo che ben restituisce l'intensità di un momento tanto atteso.
Condivisione e ricordi sul palco
La dimensione corale di questa rinascita è stata sottolineata dalla presenza sul palco di altri importanti nomi della musica italiana. Oltre a Cremonini, hanno condiviso con Carboni la gioia del ritorno anche Elisa e Jovanotti, creando momenti di pura condivisione artistica. Elisa, in particolare, visibilmente commossa, ha colto l'occasione per rievocare un aneddoto legato ai suoi trascorsi bolognesi, ricordando il produttore Mauro Malavasi e un gesto rituale – quello di mettere le mani sulla terra di San Luca prima di suonare – che lega indissolubilmente l'artista romagnolo alla sua città d'adozione. Questi elementi, uniti alla forza della sua performance, hanno trasformato il concerto in qualcosa di più di un semplice evento musicale, facendone un momento di catarsi collettiva.




