Luca Carboni, il ritorno sul palco dopo il tumore: «Si può nascere un’altra volta»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Quando le luci si sono accese sul palco del Forum di Assago, dopo un'assenza di sei anni segnata da una prova tanto severa, Luca Carboni ha scelto di affidare il proprio ritorno al significato più profondo di una canzone. Con «Primavera», brano che risale al lontano 1984, l’artista bolognese ha voluto marcare, fin dal primo istante, la distanza tra il prima e il dopo, tra l’uomo che era e quello che la malattia ha forgiato. Quel verso, «mi emoziono», pronunciato all’inizio del concerto, non è rimasto una semplice citazione testuale ma si è trasformato in una promessa mantenuta, in un’emozione autentica che lo ha accompagnato più volte durante l’intera serata. La primavera, come lui stesso ha poi chiarito nei camerini a show concluso, rappresenta per lui non solo una metafora legata a periodi difficili, bensì un simbolo universale di rinascita e di un rinnovato desiderio di vivere con una leggerezza ritrovata.
Il grande ritorno, atteso e preparato con pazienza, ha assunto le forme di un abbraccio collettivo di quindicimila persone, un’onda di affetto che ha riempito lo spazio del Forum per due ore e mezza. Un percorso, il suo, che dall’diagnosi di tumore al polmone nel 2022 è passato attraverso la guarigione raggiunta lo scorso anno e un graduale riavvicinamento alla scena, favorito dall’amico Cesare Cremonini. È stato proprio quest’ultimo, infatti, a offrirgli per primo l’occasione di tornare a calcare un palco, seppur come ospite, duettando nel brano «San Luca» e gettando così un ponte fondamentale verso questo momento. Quella di martedì sera non è stata quindi una semplice esibizione, bensì l’atto conclusivo di un cammino di resilienza, un evento carico di una verità e di una gratitudine che il pubblico ha percepito immediatamente.




