Eredità Agnelli, Margherita esclusa come parte civile contro John Elkann

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Torino ha respinto la richiesta di Margherita Agnelli di costituirsi parte civile contro il figlio John Elkann nel procedimento penale che ruota attorno alla residenza italiana di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. La decisione è arrivata l'11 settembre, alla ripresa dell'udienza preliminare, che è stata poi aggiornata.

La richiesta della figlia dell'Avvocato era stata presentata il 22 giugno scorso dai suoi legali e riguardava il risarcimento di danni morali e d'immagine quantificati in 1 milione e 300 mila euro, in relazione ai reati di truffa ai danni dello Stato e frode fiscale contestati al presidente di Exor.

L'ammissione parziale nel segmento sul falso

Il no del giudice non è stato totale. Margherita Agnelli è stata invece ammessa come parte civile nel segmento del procedimento in cui viene contestato un reato di falso al notaio Remo Moroni e al commercialista di famiglia Gianluca Ferrero. Si tratta della parte di processo che riguarda alcuni atti della società semplice Dicembre, lo strumento attraverso cui Elkann controlla l'impero Exor.

Su questa porzione delle contestazioni, la difesa di Margherita aveva incentrato le proprie argomentazioni, ottenendo anche l'accoglimento di un'eccezione che ha portato alla ricontestazione del reato di falso pubblico come aggravato. L'udienza è stata rinviata al 16 ottobre prossimo.

Le ragioni dell'esclusione

A fondamento della decisione di escludere Margherita Agnelli dalla costituzione di parte civile per i reati attribuiti a John Elkann, il giudice ha accolto le opposizioni dei difensori dei due imputati. La tesi sostenuta dalla difesa era che i reati di truffa ai danni dello Stato e di dichiarazioni fiscali fraudolente riguardassero il fisco italiano e non coinvolgessero in alcun modo Margherita Agnelli come soggetto danneggiato.

La richiesta di risarcimento per danni morali e d'immagine, secondo questa lettura, non trovava titolo per essere azionata in quella specifica sede processuale.

La posizione della difesa di Elkann

La decisione è stata accolta favorevolmente dallo staff difensivo di John Elkann. «Abbiamo sempre sostenuto che la costituzione a parte civile non può essere uno strumento per inserire nel processo penale degli insondabili rancori personali», ha dichiarato l'avvocato Paolo Siniscalchi, definendo «condivisibile» la scelta del giudice.

La difesa del presidente di Exor ha dunque rivendicato la correttezza della propria impostazione processuale, che tendeva a circoscrivere l'azione risarcitoria di Margherita Agnelli ai soli profili per cui sussisteva una effettiva titolarità del pregiudizio lamentato.

La reazione dei legali di Margherita

Sul fronte opposto, l'avvocato Diego Trevisan, legale di Margherita Agnelli, ha commentato la decisione sottolineando come la richiesta riguardasse soltanto il riconoscimento di un danno morale, non patrimoniale. «In questa fase non siamo stati ammessi come parte civile per i reati che la pubblica accusa attribuisce a John Elkann. Ma potremo chiedere i danni morali in una seconda fase del processo e anche in sede civile, con danni patrimoniali», ha riferito il difensore.

Trevisan ha inoltre evidenziato come l'ammissione nel segmento sul falso e l'accoglimento dell'eccezione sull'aggravante rappresentino un elemento positivo, dal momento che «è rimasto fermo e impregiudicato l'impianto accusatorio nei confronti di tutti gli imputati».

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.