Milano, Achille Costacurta ripercorre la sua strada: "La rinascita è arrivata in Svizzera"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   In una lunga conversazione con il Corriere della Sera, Achille Costacurta ha deciso di aprire un capitolo personale e complesso, narrando senza filtri il percorso che lo ha condotto, giovanissimo, attraverso una profonda crisi esistenziale. Figlio di Alessandro Costacurta, bandiera del Milan, e di Martina Colombari, l’ex Miss Italia, il ragazzo ha descritto un’adolescenza segnata da una irrequietezza precoce, che si manifestava già tra i banchi di scuola con una difficoltà cronica a concentrarsi e a rispettare le dinamiche scolastiche. "Da bambino facevo fatica a stare seduto, mi annoiavo, attiravo l’attenzione", ha ricordato, inquadrando quei primi segnali che, in seguito, sarebbero confluiti in una diagnosi di ADHD, un disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

La discesa e la scoperta delle sostanze

Quella spinta interiore, non compresa e non indirizzata, ha trovato uno sbiettivo distorto con l’ingresso al liceo. Achille ha raccontato di essersi avvicinato prestissimo al mondo delle droghe, al punto che, come ha affermato, "al primo anno di liceo fumavo hashish tutti i giorni". Una consuetudine che, da tentativo di fuga o di automedicazione, è rapidamente diventata un baratro, trascinandolo in una spirale di dipendenza e di smarrimento. La sua giovane età, unita al peso di un cognome noto, non ha reso il cammino più agevole, anzi, ha spesso aggiunto il fardello delle aspettative esterne a un disagio già profondo e personale.

Il percorso di riabilitazione tra Italia e Svizzera

La famiglia, dopo aver tentato diversi approcci, ha scelto di intraprendere la strada della riabilitazione in strutture specializzate. Il ragazzo ha vissuto l’esperienza di alcune comunità in Italia, ma è stato il successivo trasferimento in una clinica svizzera a rappresentare, nelle sue parole, il vero punto di svolta. "La mia rinascita è stata in Svizzera, ho visto la luce", ha dichiarato, sottolineando come quel particolare contesto terapeutico abbia finalmente offerto gli strumenti adatti per iniziare un lavoro su se stesso. Un percorso che non è stato una semplice disintossicazione fisica, ma un vero e proprio processo di ricostruzione interiore, affrontando le radici del suo malessere, incluso l’ADHD diagnosticato.

La testimonianza pubblica e una nuova prospettiva

La decisione di parlare pubblicamente arriva dopo che la madre, Martina Colombari, aveva già condiviso frammenti di questa dolorosa vicenda in televisione, durante una partecipazione a Ballando con le Stelle, in una testimonianza che aveva commosso il pubblico. Oggi Achille, ventunenne, riassume le sue intense esperienze affermando di sentirsi come se avesse "vissuto tre vite". Una metafora che racchiude il bambino irrequieto, l’adolescente in balia della dipendenza e il giovane uomo che ora, faticosamente, guarda al futuro. La sua narrazione, scevra da autocommiserazione, si concentra sui fatti vissuti, delineando un quadro di sofferenza ma anche di una possibile, lenta risalita.

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