Robot umanoidi, Metta (IIT): "In fabbrica entro cinque anni"
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Redazione Economia
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Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, non ha dubbi nel fissare una scadenza precisa per l’ingresso massiccio dei robot umanoidi negli ambienti industriali, un traguardo che, a suo dire, sarà realtà “entro cinque anni”. Reduce da un viaggio in Cina, dove ha potuto osservare da vicino il fervore innovativo del settore, Metta racconta di un panorama in fermento, costellato da nuovi modelli e marchi che emergono con rapidità. “Ce ne sono davvero tanti”, afferma, sottolineando come persino i prototipi esteticamente meno rifiniti, o quelli legati a brand quasi sconosciuti, siano in grado di eseguire compiti con un’efficienza ormai considerevole, segno di una tecnologia che sta raggiungendo una maturità operativa.
L'esperimento nella Valle Caudina
Mentre la previsione di Metta delinea un futuro prossimo, in un’area interna della Campania, la Valle Caudina, questo futuro è già in fase di sperimentazione avanzata. Qui, infatti, l’alta tecnologia non costituisce un’eccezione, bensì un tassello consolidato di un distretto industriale che punta sull’eccellenza. È in questo contesto che si innesta la partnership tra il Gruppo Sapa, leader nella componentistica automotive, e la francese Wandercraft, specializzata in robotica antropomorfa. L’accordo, che guarda lontano, prevede l’integrazione dei robot umanoidi Calvin-40 all’interno dei processi produttivi, un’evoluzione naturale per un dispositivo che, nato con ambizioni riabilitative per aiutare persone con paralisi, estende ora le sue potenzialità al mondo manifatturiero.
Calvin-40, da esoscheletro a operaio
Il Calvin-40, un robot umanoide modulare e autonomo, rappresenta il cuore di questa trasformazione. La sua vocazione originaria, legata all’ambito medico, si è progressivamente ampliata fino a includere mansioni industriali fisicamente impegnative o ripetitive, come quelle che si riscontrano nelle linee di assemblaggio del Gruppo Renault. La sua architettura, che gli consente di movimentare carichi pesanti con destrezza, lo rende uno strumento ideale per affiancare, e in alcuni casi sostituire, il lavoro umano in contesti dove la fatica o la monotonia rappresentano un fattore critico.
Lo stabilimento di Arpaia come pilota
La fase operativa del progetto avrà il suo battesimo nel primo trimestre del 2026, quando quattro di questi robot umanoidi cominceranno a operare nello stabilimento Sapa di Arpaia, in provincia di Benevento, designato come sito pilota. In questo polo, che produce componenti per l’abitacolo, l’esterno e il vano motore destinate principalmente a Stellantis e Iveco, i Calvin-40 saranno integrati nel processo produttivo caratterizzato dal metodo brevettato “One-Shot”, una tecnica che consente di ottimizzare la fabbricazione di componenti complessi unendo più fasi in un’unica isola di lavoro. L’introduzione della robotica umanoide, quindi, non è che l’ultimo tassello di un percorso volto a massimizzare l’efficienza e l’innovazione in un territorio che non smette di investire sul futuro.




