Sinner affronta Tien a Indian Wells: il talento emergente americano sulla strada del numero due
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Redazione Sport
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La notte californiana dello Stadium 1, quella stessa che più tardi vedrà scendere in campo Carlos Alcaraz, si accenderà per Jannik Sinner non prima delle ore 21 italiane, orario che corrisponde al primo pomeriggio locale. Il secondo match del programma diurno, quello che conta, metterà di fronte il numero due del ranking ATP e il ventenne statunitense Learner Tien, testa di serie numero venticinque del tabellone, in un quarto di finale che profuma di passaggio generazionale più di quanto si potesse immaginare alla vigilia del torneo. L'azzurro, dopo aver superato l’ostacolo Joao Fonseca – altro diciannovenne dal talento cristallino – con un doppio tie-break che ha raccontato più di quanto dica il punteggio, si trova ora a dover gestire le ambizioni di un altro giovane le cui prestazioni, in questo avvio di 2026, stanno facendo parecchio discutere gli addetti ai lavori. Perché se del brasiliano si è parlato, e parecchio, e del francese Arthur Fils si continua a parlare, di Learner Tien si è parlato fin troppo poco, nonostante il suo percorso netto verso questi quarti, un percorso che lo ha visto eliminare prima il connazionale Ben Shelton – numero otto del mondo – e poi lo spagnolo Davidovich Fokina in una battaglia di nervi e colpi.
L’unico precedente, quello di Pechino, e il valore relativo di un ricordo
Tra Sinner e Tien esiste già una traccia, un solo confronto diretto che risale alla finale dell’ATP 500 di Pechino dello scorso ottobre. In quell’occasione, l’altoatesino si impose con un netto 6-2, 6-2 in poco più di un’ora, una partita a senso unico che però, a ben guardare, dice poco o nulla rispetto a ciò che potrebbe accadere oggi sul cemento di Indian Wells. Tien, da allora, ha cambiato marcia, e lo ha fatto in modo piuttosto evidente: dopo aver chiuso il 2025 con la vittoria alle Next Gen ATP Finals – torneo che di fatto incorona il migliore under 21 – e con il primo Titolo ATP in bacheca a Metz, il mancino californiano ha iniziato questa stagione confermando i progressi, spingendosi fino ai quarti di finale agli Australian Open e diventando, a tutti gli effetti, il tennista statunitense più giovane a raggiungere quel traguardo in uno Slam dai tempi di Andy Roddick. Il confronto con Sinner, insomma, assume i contorni di una verifica, forse più per l’italiano che per lo stesso Tien, chiamato a dimostrare se la lezione di Pechino gli abbia insegnato qualcosa o se il divario con i primi della classe sia ancora incolmabile.
La crescita di Tien e il lavoro con Michael Chang
Alle spalle di questa rapida ascesa, che lo ha portato a ridosso della top twenty, c’è un lavoro certosino e un nome che nel tennis significa molto: Michael Chang. Lo storico vincitore del Roland Garros, il più giovane di sempre a imporsi in una prova del Grande Slam, segue Tien dallo scorso agosto e ne ha plasmato la crescita, aggiungendo pezzi di esperienza a un bagaglio tecnico che già appariva notevole. Il ventenne, che i genitori hanno voluto chiamare Learner in omaggio alla professione di insegnante della madre, possiede un rovescio che gli addetti ai lavori definiscono già tra i più limpidi del circuito e una capacità di leggere gli scambi che va oltre la sua età. La sconfitta patita a Pechino, per uno come lui che impara in fretta – e il nome non è certo un caso – potrebbe aver rappresentato una lezione più utile di tante vittorie. Da allora, ha affinato la pazienza, migliorato la gestione dei momenti cruciali e affinato quella tenacia che gli ha permesso di salvare due match point contro Davidovich Fokina nel turno precedente, rimontando una situazione che pareva disperata.
Il cammino di Sinner e le insidie di un confronto generazionale
Sinner, dal canto suo, arriva a questo appuntamento con la consapevolezza di dover alzare ulteriormente l’asticella. La partita con Fonseca, pur vinta senza concedere set, ha mostrato qualche passaggio a vuoto, qualche tentennamento di troppo nei momenti in cui il brasiliano ha alzato il ritmo. Contro Tien, che di Fonseca è coetaneo e amico – insieme hanno vinto il doppio agli Australian Open juniores nel 2023 – non ci sarà spazio per cali di tensione. Lo statunitense, va detto, è giocatore diverso: meno esplosivo del sudamericano ma più subdolo, capace di variare il gioco, di cambiare traiettoria e di mettere in difficoltà l’avversario con quel suo mancino naturale che apre il campo in modo spesso imprevedibile. La sfida, che chiuderà la sessione diurna sul campo centrale, mette in palio un posto in semifinale, dove il vincitore troverebbe uno tra Alexander Zverev e lo stesso Fils, ma al di là del risultato immediato, ciò che colpisce è la sequenza di giovani talenti che Sinner si trova ad affrontare sulla sua strada in questo torneo. Una sequenza che racconta di un ricambio generazionale in atto, di una nuova ondata che spinge forte, e che oggi ha il volto pulito e concentrato di Learner Tien, pronto a giocarsi la sua rivincita.




