Serena Brancale e il ricordo della madre a “Verissimo”: Silvia Toffanin si commuove
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sono passati poco più di due mesi dalla chiusura del sipario dell’Ariston, eppure l’eco di alcune esibizioni – quelle che mescolano la musica a una vita vissuta, non solo a una voce allenata – continua a riverberarsi nei talk show. È il caso di Serena Brancale, la cantante barese che, dopo il nono posto ottenuto all’ultimo Festival di Sanremo, si è seduta nuovamente dinanzi a Silvia Toffanin nello studio di “Verissimo”. L’intervista, andata in onda l’8 marzo 2026 e successivamente riproposta all’interno della rubrica “Verissimo - Le storie”, ha rivelato un’intensità che va ben oltre la classica promozione discografica. Brancale, oggi trentasettenne (compie gli anni proprio in questi giorni, il 4 maggio), ha confessato di aver vissuto quella kermesse come un’esperienza catartica: «È stato un Sanremo molto più intenso ed emotivo, perché ho raccontato di me e ne avevo voglia». Parole che, pronunciate davanti alle telecamere, hanno aperto uno squarcio su un dolore privato, trasformato però in materia artistica sul palco.
Il vuoto della madre e lo stesso mese di lutto condiviso
A spezzare la ritualità dell’intervista è stato però un momento di silenzio e lacrime, quello in cui Silvia Toffanin – di solito abituata a condurre con mano ferma il racconto degli ospiti – ha lasciato trasparire la propria fragilità. Nel ricordare la madre Maria, alla quale Serena Brancale ha dedicato la sua performance all’Ariston (una scelta che l’artista non ha mai voluto spiegare completamente, limitandosi a dire che “tenere in vita una persona con le gif” è un modo lieve ma potente per sfidare l’assenza), la conduttrice ha trovato un’eco drammaticamente personale. «Se n’è andata lo stesso mese di mia mamma», ha sussurrato Toffanin, «sono insieme a guardarci». Un incidentale emotivo che ha trasformato il colloquio in un confronto quasi intimo, dove il lutto non viene risolto ma semplicemente riconosciuto come un terreno comune. La cantante, dal canto suo, non ha fornito ulteriori dettagli sulla scomparsa della madre Maria, limitandosi a recepire quel pianto come la più autentica delle complicità.
Da “Galleggiare” al disco di platino: la parabola di “Anema e Core”
Chi seguisse Serena Brancale solo dal recente exploit sanremese potrebbe non ricordare che la sua prima volta all’Ariston risale al 2015, quando partecipò nella sezione Nuove Proposte con “Galleggiare”. Un esordio lontano, quasi un altro mondo musicale, che non le regalò la popolarità di massa. Dieci anni dopo, eccola riemergere con “Anema e Core”, un brano che – pur fermandosi al ventiquattresimo posto della classifica finale del Festival – ha finito per vivere una seconda vita nell’estate italiana. Il disco di platino ottenuto successivamente lo certifica: non è stata la classifica a decretare il successo, quanto la capacità del pezzo di resistere alle playlist stagionali. A ciò si aggiunge la collaborazione con Alessandra Amoroso in “Serenata”, uno dei singoli più trasmessi nelle settimane successive alla kermesse. Due facce della stessa medaglia, quella di un’artista che ha saputo trasformare la notorietà del palco in un ascolto prolungato e radioso, lontano dai riflettori accecanti della cronaca rosa.
La dedica del pugile Dario Morello e la vita privata dopo la ribalta
A completare il quadro della sua attualità personale c’è poi la sfera sentimentale, che l’artista non nasconde ma gestisce con misurata spontaneità. Il fidanzato Dario Morello, campione di pugilato, ha voluto accompagnare il compleanno di lei – i trentasette anni – con un post social dall’immediatezza quasi poetica, definendola «la mia fiamma». Lei ha risposto con un «grazie amore mio» sigillato da un cuore rosso. Uno scambio breve, che tuttavia ha catalizzato l’attenzione dei fan meno per le parole che per lo scatto sottostante: una foto complice, senza pose costruite, che restituisce l’idea di una quotidianità lontana dai cliché dello spettacolo. Ma a colpire, nelle pieghe di questo racconto, è un’altra aspirazione, quella legata alla maternità: un desiderio che, secondo quanto trapelato dalla stessa cerchia dell’artista, sarebbe stato alimentato anche dall’amicizia con Alessandra Amoroso. Un sentimento che resta ancora nella sfera del privato, senza dichiarazioni ufficiali. Quel che è certo è che Serena Brancale, erede dell’amore per la musica da sua madre Maria (musicista e insegnante di origini italo-venezuelane) e cresciuta sotto la guida del padre Agostino Brancale, ex calciatore di Serie C, ha ormai trovato una sua cifra: dove altri mettono pose, lei mette cicatrici e ritmi travolgenti, tenendo in equilibrio il palco e la vita.




