Ballo in bianco, la lezione plenaria di Roberto Bolle che ha trasformato piazza San Carlo in un palcoscenico unico
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Duemila corpi, rigorosamente avvolti nel total white, si muovono all’unisono sotto lo sguardo attento di un’étoile. È l’immagine che domenica 7 giugno ha restituito piazza San Carlo a Torino, trasformata per l’occasione nella più grande sala da ballo a cielo aperto d’Italia. La città, che aveva già stretto un legame forte con Roberto Bolle ai tempi delle Olimpiadi Invernali del 2006 e delle sue esibizioni al Regio, ha ospitato per la prima volta l’ottava edizione di “Ballo in bianco”, l’evento che solitamente animava piazza del Duomo a Milano.
L’idea, semplice nella sua essenza ma complessa nella realizzazione, ha visto convergere nel capoluogo piemontese allieve e allievi in un’età compresa tra i 10 e i 30 anni, provenienti da ogni regione, pronti a eseguire plié, relevé e arabesque sotto la guida del maestro nato a Casale Monferrato e cresciuto a Trino.
L’abbraccio della danza e la delegazione molisana
Tra le migliaia di scarpette che hanno calpestato i sanpietrini della piazza barocca, ce n’era qualcuna particolarmente legata al cuore pulsante dell’Adriatico. A rappresentare il Molise, unico presidio della regione in questo raduno, c’erano gli allievi della Stardance Academy di Termoli. Per loro, la trasferta a Torino non è stata solo un’uscita didattica, ma la realizzazione concreta di un sogno coltivato nelle sale prove; l’emozione, raccontano gli stessi protagonisti, è un sentimento che tracima oltre le parole, un ricordo indelebile che porteranno con sé nel loro percorso formativo.
Il loro entusiasmo si è fuso in quella che l’étoile stessa ha definito una celebrazione collettiva, un momento in cui l’arte coreutica diventa collante sociale e disciplina condivisa, lontana dalle logiche individualistiche della competizione.
Dalla piazza al piccolo schermo: la messa in onda Rai
Se la domenica mattina è stata dedicata al sudore e alla presenza fisica, la fruizione dell’evento è stata pensata per raggiungere un pubblico più vasto. Rai 1 ha programmato la messa in onda della lezione per domenica 14 giugno alle 9.40, trasformando un gesto artistico effimero in un prodotto televisivo di prima fascia. La regia, inevitabilmente, ha cercato di catturare la geometria perfetta di quella distesa di tutù, un’estetica quasi ipnotica che solo una piazza piena di danzatori può offrire.
Non è mancata, in questa occasione, la visita del ballerino a Palazzo Perrone di San Martino, storica sede della Fondazione CRT che proprio in quei giorni aveva inaugurato il progetto espositivo del “Museo Immaginario”, un dialogo suggestivo tra l’arte barocca del palazzo e le installazioni contemporanee.
L’organizzazione e il contesto cittadino
Realizzare un flash mob di tali proporzioni, con duemila partecipanti sincronizzati che si muovono in una delle piazze più eleganti d’Italia, ha richiesto una macchina organizzativa perfetta affidata alla collaborazione tra la Fondazione Roberto Bolle e AssoDanza Italia, con il patrocinio della Città di Torino. L’accesso all’area è stato rigidamente contingentato e riservato ai soli iscritti, una precauzione necessaria per garantire la fluidità dell’evento e la sicurezza in un contesto urbano complesso.
Per Torino, ospitare questa kermesse rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di promozione culturale, una vetrina che mette in luce la capacità della città di farsi palcoscenico di eventi partecipativi dove lo sport, inteso come disciplina fisica, e l’arte si incontrano perfettamente sotto l’egida della bellezza.




