Sondrio, lite tra connazionali finisce con una mannaia: arrestato un 30enne per tentato omicidio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel pomeriggio di sabato 11 aprile, intorno alle tredici, la quiete di via Maffei a Sondrio è stata lacerata da un episodio di violenza che ha richiesto l’intervento congiunto dei Carabinieri della Compagnia locale e della Polizia Locale. I due corpi, operando in sinergia, hanno tratto in arresto in flagranza di reato un trentenne di origini straniere, accusandolo di tentato omicidio ai danni di un suo connazionale. L’arma del delitto – una mannaia dalla lama di venti centimetri, come emerso dai primi rilievi – è stata prontamente sequestrata, e l’aggressore, dopo essere stato bloccato mentre tentava verosimilmente di allontanarsi, si trova ora recluso nella casa circondariale cittadina.

La ricostruzione della rissa e il fendente al collo

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, che hanno potuto avvalersi anche delle immagini fornite dalle telecamere di sicurezza della zona, i due uomini – entrambi stranieri e legati da un’apparente familiarità – si sarebbero affrontati fisicamente al culmine di una discussione accesa. Una lite, quella scoppiata in via Maffei, nata per futili motivi (ancora in corso di accertamento da parte degli investigatori) e rapidamente degenerata: l’aggressore, impugnando la mannaia che probabilmente aveva con sé, ha sferrato un fendente diretto al collo della vittima. Un colpo preciso, che poteva avere esiti ben più tragici, e che ha trasformato un alterco da strada in un vero e proprio tentativo di omicidio.

L’intervento delle forze dell’ordine e l’arresto

I carabinieri, giunti sul posto dopo le segnalazioni di alcuni passanti che avevano assistito alla scena o udito le urla, hanno trovato la vittima ferita e l’aggressore ancora nelle vicinanze, vanificando di fatto ogni suo piano di fuga. L’arresto in flagranza, come previsto dal codice di procedura penale, non ha lasciato margini di dubbio sulla dinamica essenziale: un uomo armato di mannaia che colpisce un altro uomo al collo durante una rissa. Il trentenne, ora accusato di tentato omicidio, è stato trasferito in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria, che nelle prossime ore dovrà convalidare l’arresto e decidere eventuali misure cautelari.

Un’indagine affidata alle immagini e ai rilievi

Sul posto, i militari hanno effettuato tutti i rilievi del caso, sequestrando l’arma e acquisendo le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza privati e pubblici presenti in via Maffei; saranno proprio quei fotogrammi – lo si apprende da fonti investigative – a giocare un ruolo centrale nell’incastrare l’aggressore, confermando la versione dei fatti già emersa dai primi riscontri. Al momento, non sono stati diffusi i dati identificativi né del ferito (le cui condizioni, sebbene gravi per la natura del colpo, non sarebbero in pericolo di vita) né dell’arrestato, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire i moventi profondi di un agguato consumato in pieno giorno, per strada, sotto gli occhi di chi, forse, non ha fatto in tempo a frapporsi tra due connazionali e la loro furia omicida.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.