I casi di Teresa Battaglia, la caccia al killer passa dalla Basilica di Aquileia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La terza stagione de I casi di Teresa Battaglia – Figlia della cenere, tratta dall'omonimo romanzo di Ilaria Tuti, prosegue il suo cammino su Rai 1 con la messa in onda del secondo appuntamento, previsto per lunedì 19 ottobre 2026 a partire dalle 21:30. Al centro della narrazione, affidata ancora una volta a Elena Sofia Ricci nei panni della commissaria, c'è un'indagine che si sta rivelando molto più complessa di una semplice sequenza di omicidi.

La fiction, prodotta da Rai Fiction e Publispei con la regia di Kiko Rosati, accompagna lo spettatore dentro un meccanismo criminale dove le apparenze contano più della realtà e dove il passato della protagonista torna a reclamare il suo spazio con violenza inaudita.

Il disegno del serial killer e le vittime silenziose

Nel corso della serata vengono proposti il terzo e il quarto episodio, che segnano un'accelerazione netta nella trama. L'indagine prende avvio dal ritrovamento del corpo di un giovane gestore di un'enoteca, strangolato e mutilato vicino a un ruscello. Quello che colpisce la commissaria Battaglia non è soltanto la brutalità del gesto, ma il filo rosso che sembra unire questo delitto ai precedenti: le vittime sono tutte uomini violenti nei confronti delle donne, soggetti capaci di costruirsi una facciata di rispettabilità sociale mentre nascondevano una natura predatoria.

La profiler comprende che non si trova di fronte a una serie slegata di efferati delitti, bensì a una vendetta orchestrata con precisione chirurgica, un disegno che interroga le colpe taciute e i silenzi complici di un intero contesto sociale.

La caccia all'uomo si complica ulteriormente quando le indagini conducono all'arresto di un sospettato, il quale riesce però a sottrarsi alla cattura ferendo con un fendente un collega della squadra. L'episodio si chiude con un'altra inquietante segnalazione: un uomo viene seguito nell'ombra di un parcheggio, ignaro di avere alle spalle una presenza minacciosa. Nel quarto episodio il killer torna a colpire scegliendo un bersaglio di profilo completamente diverso, ovvero il primario di ortopedia del Policlinico.

Gli accertamenti sul delitto fanno emergere un intreccio di tangenti che sposta l'attenzione degli investigatori su un imbalsamatore locale, indicato come il principale indiziato. La sua fuga termina in modo rocambolesco con un incidente stradale che lo lascia in stato di coma, impedendo alla squadra di ottenere le risposte sperate.

Il ritorno di Sebastiano e le crepe nella memoria

Parallelamente alle indagini sul serial killer, la vicenda personale di Teresa Battaglia occupa uno spazio centrale e doloroso. L'ex marito Sebastiano, interpretato da Maurizio Donadoni, è tornato a Udine insieme alla sua nuova compagna e si presenta ripetutamente davanti alla porta della commissaria. L'uomo, responsabile delle violenze che hanno segnato in modo indelebile il passato della protagonista e che le hanno impedito di avere figli, sostiene di essere vittima di minacce e arriva ad accusare la stessa Teresa di essere la responsabile di quel clima intimidatorio, definendola una stalker.

Si tratta di un'accusa che rovescia i ruoli e costringe la donna a confrontarsi con ferite che credeva di aver seppellito, ma che il presente riporta prepotentemente in superficie.

A rendere il quadro ancora più fragile contribuisce il peggioramento delle condizioni di salute della commissaria, impegnata da tempo nella lotta contro l'Alzheimer. I ricordi delle violenze subite riaffiorano con una nitidezza che non lascia scampo, rendendo sempre più difficile distinguere tra la lucidità necessaria al lavoro investigativo e il cedimento della memoria.

È in questo stato di vulnerabilità che la squadra sembra avvicinarsi a una svolta, ma la notizia che arriva è di quelle che gelano il sangue: Mauro Degano, il giornalista che stava conducendo un'indagine parallela sugli stessi fatti, viene trovato senza vita all'interno della Basilica di Aquileia. L'uomo si era introdotto nel monumento in piena notte seguendo una pista misteriosa, e la sua morte apre uno scenario completamente nuovo, suggerendo che il disegno del killer sia molto più articolato di quanto fosse stato ipotizzato fino a quel momento.

L'ombra del passato e il peso delle accuse

La figura di Sebastiano non è soltanto un elemento di disturbo nella vita privata di Teresa, ma rappresenta il nodo irrisolto di un'esistenza segnata dalla violenza domestica. La sua ricomparsa a Udine, motivata ufficialmente dalla necessità di proteggere la nuova compagna da presunte minacce, finisce per intrecciarsi in modo inquietante con le indagini sul serial killer. Le lettere minatorie che l'uomo esibisce, trovate sul parabrezza dell'auto della compagna, e le sue reiterate accuse contro l'ex moglie creano un cortocircuito emotivo che mette a dura prova la stabilità della commissaria.

La forte integrità morale che da sempre contraddistingue il personaggio l'ha spinta, nella puntata precedente, a permettere che il collega Lona aprisse un fascicolo su di lei, pur di non sottrarsi al vaglio delle procedure. La priorità, in questo momento, resta una sola: fermare l'assassino che continua a mietere vittime tra uomini insospettabili.

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