La Valle del Sole e il silenzio rotto: l’infermiera, l’esplosione e il giallo di Leontica
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Redazione Esteri
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Ora, nella Valle del Sole, è il momento del cordoglio e della conta dei danni, fisici prima ancora che emotivi. «Vola alto. Ti porto nel cuore. Sii serena». E, ancora: «Non ci sono parole. Riposa in pace», «che strazio», «ti hanno spezzato la vita all’improvviso». Questi sono solo alcuni dei numerosissimi messaggi lasciati sui social da chi conosceva la 56enne, di professione infermiera, una donna descritta come sempre sorridente e con un passato da sportiva in una società della regione.
Un flusso di affetto che si scontra con la cruda materialità dei fatti, con la polvere e il silenzio che hanno avvolto la piccola comunità di Leontica dopo la deflagrazione che ha sconvolto la tranquillità della valle.
La vicenda, che tiene sotto choc l’intera regione, ha trovato un primo, drammatico epilogo con l’identificazione dei resti umani rinvenuti tra le macerie dello stabile esploso.
Le autorità cantonali, in una nota congiunta del Ministero pubblico e della polizia cantonale, hanno comunicato che quei resti appartengono al 59enne cittadino svizzero, residente nella zona, che da giovedì era oggetto di una serrata caccia all’uomo. L’uomo, sospettato per l’omicidio della ex moglie, l’infermiera 56enne, ha trovato la morte nell’esplosione che ha raso al suolo l’edificio di Leontica, chiudendo brutalmente la latitanza e aprendo una voragine di interrogativi sulle dinamiche precise di quei drammatici momenti.
L’esplosione e il ritrovamento dei resti
Tutto ha avuto inizio venerdì, poco dopo le 19:00, quando alla Centrale comune d’allarme (CECAL) è giunta la segnalazione di colpi d’arma da fuoco provenienti da un’abitazione a Leontica. I primi accertamenti indicavano che il 59enne, già ricercato per l’omicidio della moglie a Faido avvenuto il giorno precedente, si fosse barricato all’interno di una cascina. Quello che doveva essere un’operazione di polizia si è trasformato in un inferno di fuoco e fumo: l’edificio è esploso, lasciando dietro di sé solo macerie fumanti e un’impresa titanica per gli specialisti.
I resti umani recuperati tra le macerie, come confermato sabato, sono stati identificati in modo inequivocabile come quelli del fuggitivo, mettendo fine alle ricerche e restituendo un po’ di certezza a una vicenda che sembrava ormai destinata a restare irrisolta.
Lo sgomento dei vicini: «Lo conoscevo da quando era un ragazzino»
Per gli abitanti del piccolo nucleo della Valle di Blenio, però, resta soprattutto lo sgomento e l’incredulità di fronte a quanto accaduto. «Abitava proprio accanto a me, lo conoscevo da molti anni», racconta una vicina di casa, che vive a Leontica da oltre quarant’anni e che ha assistito impotente allo svolgersi della tragedia. «Lo conoscevo da quando era un ragazzino, è incredibile pensare a cosa sia successo».
La deflagrazione ha lasciato segni evidenti non solo nell’animo delle persone, ma anche nel tessuto urbano del paese: la cascina è completamente distrutta, e diverse abitazioni vicine hanno riportato danni strutturali di varia entità, tanto che per ore l’intera zona è rimasta isolata per consentire agli specialisti di mettere in sicurezza l’area e di avviare le delicate operazioni di bonifica e di rimozione delle macerie.
Il quadro giudiziario e le indagini in corso
La conferma dell’identità del cadavere, se da un lato chiude il capitolo della ricerca dell’uomo, dall’altro apre quello, altrettanto complesso, dell’esatta ricostruzione della sequenza degli eventi. Il Ministero pubblico, insieme alla polizia cantonale, sta ora concentrando gli sforzi sull’analisi delle cause che hanno portato all’esplosione, un passaggio tecnico fondamentale per chiarire se si sia trattato di un atto volontario o di un tragico incidente conseguente al barricamento.
Allo stesso modo, restano da completare le indagini sull’omicidio dell’infermiera a Faido, un delitto che ha sconvolto la comunità e che ora, con la morte del presunto autore, dovrà fare i conti con una verità processuale che potrà emergere solo dagli elementi raccolti sul campo, tra le testimonianze e i rilievi scientifici.




