Nucleare, parte il piano Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Italia avrà la sua Autorità per la sicurezza nucleare, un’Authority indipendente di regolazione, vigilanza e controllo sui futuri reattori e, più in generale, sulle infrastrutture nucleari. Mentre le autorizzazioni ai nuovi impianti di nucleare avanzato, a quanto pare, spetteranno al Ministero dell’Ambiente, visto che saranno anche individuati procedimenti abilitanti integrati di competenza del Ministero. Tuttavia, la fretta del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin si scontra con la resistenza dei meloniani Fratelli d’Italia, che spegne l’entusiasmo per le centrali nucleari. “È una prospettiva di anni, abbiamo altre impellenze, come abbassare il prezzo del gas”, ha dichiarato Riccardo Zucconi, responsabile energia del partito alla Camera, rivelando la scarsa attenzione che i meloniani dedicano al disegno di legge delega sul nucleare.

Il governo, comunque, riapre la porta all’energia nucleare. Il disegno di legge delega per autorizzare nuovi reattori sul territorio nazionale, anticipato pochi giorni fa, è stato trasmesso dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, al Consiglio dei ministri con la richiesta di mettere il tema all’ordine del giorno alla prima riunione utile. Sono quattro articoli che rinviano a decreti attuativi da licenziare entro due anni. Tuttavia, i tempi sono lunghi, lunghissimi, oltre alle incertezze. Lo si dice da anni e in fondo lo sa anche il ministro dell’Ambiente: per far tornare la produzione d’energia nucleare in Italia, che sia “sostenibile” o di qualsiasi altro tipo, servirà molto tempo. Di fatto, è scritto pure nel disegno di legge.

Il percorso verso il ritorno dell’energia nucleare in Italia è segnato da numerose sfide e resistenze politiche, che potrebbero rallentare ulteriormente l’implementazione di nuovi reattori e infrastrutture.

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