Video AI Pavarotti, la famiglia contesta l’uso della voce
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il video AI Pavarotti pubblicato da Roberto Vannacci sui social ha portato la famiglia del tenore a prendere le distanze dal contenuto, chiarendo di non aver mai autorizzato l’utilizzo della voce, del nome o dell’identità di Luciano Pavarotti. Nel filmato realizzato con l’intelligenza artificiale viene riprodotta la voce del celebre artista mentre intona “All’alba vincerò”, uno dei passaggi più conosciuti della romanza “Nessun dorma” dalla Turandot di Giacomo Puccini. Il contenuto, pubblicato sul profilo del generale, è rimasto online dopo la nota diffusa dai familiari.
La posizione della famiglia Pavarotti sul video con la voce del tenore
La famiglia di Luciano Pavarotti ha diffuso una nota per chiarire la propria posizione rispetto al video pubblicato da Roberto Vannacci. I familiari hanno spiegato di non avere mai concesso alcun consenso per l’utilizzo della voce, del nome o dell’identità dell’artista all’interno del contenuto realizzato con l’intelligenza artificiale. La presa di posizione riguarda quindi direttamente la riproduzione digitale della voce del tenore, utilizzata nel filmato con in sottofondo il celebre passaggio musicale tratto dalla Turandot di Giacomo Puccini.
La vicenda ha creato uno scontro a distanza tra la famiglia Pavarotti e il generale, dopo la pubblicazione del video sui social. La nota dei familiari è arrivata per ribadire l’assenza di qualsiasi autorizzazione e per chiarire il mancato coinvolgimento della famiglia nella realizzazione del contenuto. Al centro della contestazione non c’è soltanto l’utilizzo della canzone, ma soprattutto la riproduzione della voce del tenore attraverso strumenti di intelligenza artificiale.
Il video di Vannacci e il riferimento a “Nessun dorma”
Il video pubblicato da Roberto Vannacci utilizza la voce di Luciano Pavarotti ricreata con l’AI per accompagnare immagini e messaggi diffusi sui social. La parte musicale scelta è “All’alba vincerò”, frase finale della romanza “Nessun dorma”, composta da Giacomo Puccini per l’opera Turandot. Il contenuto è stato pubblicato dal generale in un contesto legato alle accuse ricevute da Vannacci dal Financial Times, che lo ha definito il “cavallo di Troia” di Mosca in Italia.
La scelta della voce del tenore ha portato quindi alla reazione della famiglia Pavarotti, che ha voluto chiarire pubblicamente la propria estraneità al progetto. Il filmato continua a essere presente sul profilo social dell’ex generale, mentre la discussione si concentra sull’impiego dell’intelligenza artificiale per ricreare la voce di un artista scomparso e associarla a un nuovo contenuto.
L’uso dell’intelligenza artificiale per le voci dei defunti
Il caso del video AI Pavarotti riporta l’attenzione sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata alle voci di artisti che non sono più in vita. Nel contenuto contestato dalla famiglia, la tecnologia viene impiegata per riprodurre la voce del tenore e inserirla in un nuovo messaggio pubblicato sui social. I familiari hanno sottolineato che questa riproduzione è avvenuta senza il loro consenso.
La vicenda mette al centro il rapporto tra strumenti digitali, identità degli artisti e autorizzazioni sull’utilizzo della loro immagine e della loro voce. Nel caso specifico, la famiglia Pavarotti ha scelto di dissociarsi dal video diffuso da Roberto Vannacci, precisando la propria posizione attraverso una nota e contestando l’assenza di un accordo per l’impiego della voce del tenore.
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