Detriti spaziali sulla Terra, ogni settimana ricade una tonnellata

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SCIENZA E TECNOLOGIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   I detriti spaziali sulla Terra aumentano e ogni settimana circa una tonnellata di materiali provenienti dallo spazio torna a precipitare sul pianeta. Il fenomeno è legato alla crescita delle attività spaziali, con enti governativi come Nasa ed Esa e compagnie private come SpaceX impegnate da anni in una corsa allo spazio sempre più intensa. Sonde, satelliti, telescopi e parti di razzi hanno contribuito a riempire l’orbita terrestre di oggetti che, prima o poi, possono rientrare nell’atmosfera in modo non sempre prevedibile.

Gran parte dei rifiuti spaziali si distrugge durante il passaggio attraverso l’atmosfera terrestre, ma alcuni frammenti riescono a raggiungere il suolo. Un servizio del New York Times ha calcolato che ogni giorno una tonnellata di detriti spaziali ricade sulla Terra, con una quantità destinata ad aumentare nei prossimi decenni. Il problema riguarda quindi la gestione dei materiali lasciati dalle missioni spaziali e il controllo di oggetti che possono tornare sul pianeta dopo essere rimasti in orbita.

Il rientro dei frammenti spaziali e il caso del razzo SpaceX

Un episodio recente ha riportato l’attenzione sul destino dei componenti dei razzi dopo il lancio. Il 5 agosto uno stadio superiore di un razzo Falcon 9 di SpaceX è previsto in collisione con la Luna, dopo un viaggio iniziato circa un anno e mezzo fa. La parte del razzo, che si separa dopo il primo lancio per spingere le missioni più lontano nello spazio, raggiungerà la superficie lunare nei pressi del cratere Einstein.

Il corpo del razzo, con un peso di quattro tonnellate, colpirà il suolo lunare a una velocità superiore agli 8.000 chilometri orari, circa sette volte la velocità del suono. L’impatto dovrebbe produrre un cratere largo quasi 30 metri e sollevare una nube di polvere e frammenti. L’evento non è considerato un incidente pericoloso, ma viene osservato con attenzione dagli astronomi di tutto il mondo, che hanno invitato anche gli appassionati a documentarlo.

La crescita della corsa allo spazio aumenta i materiali da gestire

La presenza di detriti spaziali è collegata al numero crescente di missioni lanciate negli ultimi anni. La competizione tra soggetti pubblici e privati ha portato nello spazio una quantità sempre maggiore di satelliti, apparecchiature e componenti di razzi, creando la necessità di affrontare il destino degli oggetti che terminano la loro funzione. Il tema riguarda sia i rientri nell’atmosfera terrestre sia i materiali che restano nello spazio dopo le missioni.

Il caso del Falcon 9 mostra come alcune parti dei veicoli spaziali possano seguire traiettorie diverse dopo il completamento del loro compito. Mentre alcuni detriti vengono consumati dall’atmosfera, altri possono arrivare fino alla superficie terrestre o colpire altri corpi celesti. La quantità di materiali prodotti dalle attività spaziali rende quindi centrale la gestione dei rifiuti spaziali generati dai lanci e dalle missioni.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.