Kiev sotto attacco missilistico, petroliera in fiamme nel Mar Nero e navi colpite al largo della Bulgaria

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La notte appena trascorsa ha segnato una nuova escalation nel conflitto tra Russia e Ucraina, con esplosioni che hanno scosso la capitale ucraina e una serie di attacchi nel Mar Nero che hanno coinvolto imbarcazioni commerciali e una petroliera. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, almeno due persone hanno perso la vita a Kiev in seguito a un massiccio attacco missilistico e con droni condotto dalle forze russe nelle prime ore di oggi.

La notte di raid su Kiev

L'allarme è scattato intorno alle 21 di ieri sera, quando l'aeronautica ucraina ha segnalato l'avvicinamento di droni verso la capitale, mantenendo la popolazione in stato di allerta per circa un'ora. Successivamente, poco dopo le 3 del mattino, una serie di esplosioni ha scosso diversi quartieri di Kiev, tra cui il distretto di Darnytsia, dove il sindaco Vitali Klitschko ha confermato il bilancio delle vittime, e le zone di Podil e Obolon, dove sono stati segnalati danni a infrastrutture e incendi divampati a seguito dell'impatto dei detriti.

I giornalisti presenti sul posto hanno riferito di aver udito almeno una dozzina di detonazioni, mentre le autorità militari avevano precedentemente avvertito che bombardieri strategici russi erano in volo verso il confine ucraino.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel suo intervento serale di ieri, aveva anticipato che l'intelligence aveva rilevato i preparativi per un'offensiva su larga scala, esortando i cittadini a prestare la massima attenzione ai segnali di allarme e a ripararsi nei rifugi. Zelensky ha inoltre sottolineato come la capacità di difesa del Paese dipenda in larga misura dalle forniture di armamenti da parte degli alleati occidentali, evidenziando la necessità di una volontà politica concreta da parte di Stati Uniti ed Europa.

Attacchi alle navi commerciali nel Mar Nero

Sul fronte marittimo, la situazione nel Mar Nero rimane critica. Due navi commerciali sono state colpite da droni nelle acque al largo della Bulgaria, in quella che le autorità locali hanno definito una violazione del diritto internazionale. Una delle imbarcazioni, identificata come Alfa Watan e battente bandiera del Togo, è affondata dopo aver subito gravi danni strutturali, mentre l'altra, la Able sotto bandiera di Palau, ha riportato un incendio a bordo che ha costretto l'equipaggio ad abbandonare il vessel.

Secondo le ricostruzioni fornite dalle fonti bulgare, il ferribot Dioscuria ha tratto in salvo i diciotto membri dell'equipaggio della Able, alcuni dei quali hanno riportato ferite e sono stati trasferiti in ospedale per le cure necessarie. La sorte dei marinai della nave affondata rimane invece oggetto di ricerca.

Parallelamente, una petroliera battente bandiera liberiana, la Aframax Rio, ha preso fuoco nelle acque vicine a Sochi dopo essere stata attaccata, secondo il ministero dei Trasporti russo, da droni navali ucraini. L'imbarcazione trasportava un carico di petrolio e i ventitré membri dell'equipaggio, tutti di cittadinanza indiana, sono stati tratti in salvo senza riportare conseguenze.

Le fiamme hanno interessato anche la superficie marina circostante, rendendo necessarie operazioni di spegnimento che potranno essere avviate solo quando l'intensità dell'incendio sarà diminuita a sufficienza da permettere l'avvicinamento in sicurezza dei mezzi di soccorso.

Il coinvolgimento della Corea del Sud e la battaglia delle sanzioni

Sul piano diplomatico ed economico, un'analisi del quotidiano britannico Guardian ha rivelato che la Corea del Sud ha trasportato oltre 176.000 tonnellate di carburante, prevalentemente diesel, verso porti russi durante i mesi di luglio e agosto. Secondo i registri portuali e i dati di tracciamento navale esaminati, sette petroliere hanno effettuato quattordici viaggi verso l'Estremo Oriente russo, e tre di queste imbarcazioni risultano soggette a sanzioni imposte da Regno Unito e Unione Europea.

Il carico, che secondo gli analisti contribuisce a compensare le perdite subite dalla capacità di raffinazione russa a causa dei colpi ucraini, non sembra violare la legislazione sudcoreana, che si basa principalmente su controlli all'esportazione di beni industriali e tecnologici.

Arresto dell'ex capo dei servizi segreti tedeschi

In Germania, la procura federale ha confermato l'arresto di August Hanning, ex presidente del Bundesnachrichtendienst, il servizio di intelligence estero tedesco, con l'accusa di spionaggio e tentato alto tradimento. Secondo quanto emerso dalle indagini, Hanning avrebbe acquisito illegalmente documenti classificati da un ex funzionario dell'agenzia, identificato come Manfred D., utilizzandoli per attività di consulenza e per la preparazione di analisi destinate a un servizio di intelligence straniero non specificato.

Le indagini hanno preso avvio nell'ambito di un procedimento relativo a un caso di sottrazione di minori che aveva coinvolto l'ex dirigente, portando al ritrovamento del materiale riservato durante le perquisizioni.

Il messaggio di Kim Jong-un a Putin

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha inviato un messaggio di auguri a Vladimir Putin per il suo compleanno, riaffermando l'impegno di Pyongyang a rafforzare il partenariato strategico con Mosca. Nella lettera, diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale KCNA, Kim ha descritto la guerra in Ucraina come una "sacra guerra di giustizia" del popolo russo per difendere la sovranità e l'integrità territoriale del Paese, esprimendo il sostegno incrollabile della Corea del Nord e l'auspicio di una vittoria.

Il leader nordcoreano ha inoltre sottolineato il legame personale con Putin, definendolo "il mio più caro amico" e chiudendo il messaggio con un caloroso abbraccio.

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