Il deepfake colpisce il vertice di Bankitalia: il volto di Fabio Panetta usato come esca per le truffe

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   L’allarme, diffuso nelle ultime ore da Via Nazionale, riguarda una campagna di disinformazione che sfrutta l’intelligenza artificiale per manipolare la percezione del pubblico. La Banca d’Italia ha infatti segnalato la circolazione in rete di numerosi contenuti multimediali – video, immagini e articoli – che ritraggono il governatore Fabio Panetta in situazioni del tutto inventate, come la partecipazione a celebri trasmissioni televisive o il rilascio di interviste. Si tratta, come precisato dall’istituto centrale, di materiali realizzati con tecniche di deepfake, le quali consentono di sincronizzare un volto noto a discorsi e contesti mai realmente avvenuti; l’obiettivo, verosimilmente, è quello di attirare i risparmiatori verso piattaforme di investimento fraudolente, promettendo guadagni facili e rendimenti irreali.

A fronte della gravità della situazione e del potenziale danno per i consumatori, la Banca d’Italia ha già formalizzato una denuncia presso l’Autorità giudiziaria, muovendosi su un duplice binario: da un lato la tutela del pubblico, dall’altro la necessità di salvaguardare la propria reputazione istituzionale e l’immagine del suo massimo rappresentante. La raccomandazione per chiunque dovesse imbattersi in questi filmati o articoli fasulli è categorica: non solo bisogna diffidare del messaggio veicolato, ma occorre anche astenersi dal dare seguito a qualunque richiesta – di denaro, di dati personali o di clic su link sospetti – e, cosa non meno importante, evitare di condividere quei contenuti, interrompendo così la catena della disinformazione. L’istituto ricorda, del resto, che le comunicazioni ufficiali passano esclusivamente attraverso i propri canali istituzionali, e che nessun rappresentante di Bankitalia contatterebbe mai privati cittadini per offrire consulenze finanziarie o proporre investimenti.

La truffa del trading online e il caso di Chieti

Se l’abuso dell’immagine del governatore Panetta rappresenta una declinazione tecnologicamente avanzata del raggiro, il fenomeno delle truffe sugli investimenti online è purtroppo ben radicato e in costante evoluzione. Ne è prova quanto accade a Chieti e nella sua provincia, dove le forze dell’ordine e le associazioni dei consumatori registrano ormai una decina di casi denunciati, con vittime che hanno visto svanire risparmi accumulati in una vita. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, riguarda un operaio teatino al quale era stato prospettato un capitale finale di 245mila euro; dopo aver versato con fiducia i propri soldi, l’uomo si è ritrovato con un buco di 170mila euro, e quando ha tentato di rientrare in possesso della somma gli è stata persino richiesta un’ulteriore commissione di 20mila euro per sbloccare i fondi.

Il meccanismo, come spiega Vittorio Ruggeri del Codacons Abruzzo, segue quasi sempre lo stesso copione: un primo contatto telefonico, magari seguito da una videochiamata, durante la quale i truffatori mostrano alla vittima l’andamento dell’investimento attraverso piattaforme fasulle. Inizialmente si lasciano recuperare piccole somme, per costruire un clima di fiducia e invogliare la persona a versare cifre sempre più alte; poi, quando il gruzzolo raggiunge una consistenza significativa, i soldi scompaiono in un dedalo di bonifici verso l’estero – spesso in Asia o nell’Europa dell’est – rendendo pressoché impossibile il recupero.

L’impegno delle forze dell’ordine e la cooperazione internazionale

Proprio la dimensione transnazionale di queste frodi impone un coordinamento serrato tra i corpi di polizia dei vari paesi. La Polizia Postale, nei giorni scorsi, ha preso parte al kick-off meeting del progetto Online Fraud Schemes di EMPACT, svoltosi presso la sede centrale di Europol all’Aia: un’iniziativa che ha riunito le forze di polizia di 27 paesi dell’Unione Europea e di oltre trenta paesi terzi, insieme ad agenzie come Eurojust e Interpol. Nel corso dell’incontro, la delegazione italiana ha contribuito alla definizione delle strategie operative per contrastare il phishing, lo spoofing e, non da ultimo, l’utilizzo fraudolento dell’intelligenza artificiale – la stessa tecnologia alla base dei deepfake che hanno colpito il governatore Panetta. Il piano d’azione, che si snoderà nell’arco di quattro anni, prevede formazione specialistica per gli investigatori, scambio di buone pratiche e l’organizzazione di action days mirati contro le frodi online, con un’attenzione particolare al riciclaggio tramite criptovalute e alle cosiddette scam cities localizzate nel Sud-Est asiatico.

Come riconoscere i pericoli e difendersi

Difendersi da queste insidie, sempre più sofisticate, richiede un approccio critico e l’osservanza di poche ma fondamentali regole. La Banca d’Italia, proprio nei giorni scorsi, ha lanciato un appello chiaro: diffidare di qualsiasi profilo social che utilizzi il nome del governatore o dell’istituto per offrire consulenze o prestiti. Sul fronte degli investimenti, il consiglio delle autorità è altrettanto netto: nessun guadagno facile e rapido è mai garantito, e prima di affidare i propri risparmi a un promotore occorre verificare che la piattaforma o il trader siano regolarmente iscritti alla Consob. L’uso di strumenti di intelligenza artificiale, come dimostra il caso Panetta, rende i messaggi truffaldini sempre più credibili e difficili da smascherare, ma la prudenza rimane l’arma più efficace: le istituzioni non chiedono mai denaro via social, né tantomeno utilizzano volti noti per réclame finanziarie improvvisate.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.