L’inflazione vola al 3,2% a maggio, e Panetta (Bankitalia) avverte: “Rischio fiammata oltre il 6%”
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Redazione Economia
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Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, a maggio l’indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato un aumento dello 0,4% rispetto ad aprile, portando il tasso su base annua al 3,2%: un’accelerazione netta, se si considera che soltanto trenta giorni prima questo stesso indicatore si attestava al 2,7%.
ilsole24ore
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A determinare questa brusca impennata – che allontana ulteriormente l’economia italiana dal target ideale del 2% fissato dalle autorità monetarie – è stata prevalentemente la componente energetica, il cui peso sulle tasche dei consumatori continua a farsi sentire in modo pesantissimo.
I beni energetici, in particolare quelli non regolamentati, hanno visto schizzare i loro prezzi dal +9,6% al +12,6% in un solo mese, mentre si sono mossi al rialzo anche i servizi legati ai trasporti e quelli afferenti al comparto ricreativo e culturale. sky +3
Non si tratta di un fenomeno isolato, ma della diretta conseguenza delle tensioni geopolitiche in corso nel Golfo Persico, dove il conflitto in Iran continua a generare strozzature nelle catene di approvvigionamento globali, con il prezzo del petrolio che subisce rincari destinati a propagarsi a cascata su tutto il sistema produttivo. ilsole24ore +3
La duplice lettura dei dati: il Pil tiene, ma il costo della vita morde
Se da un lato il caro-vita raccontato dall’Istat dipinge un quadro di crescente difficoltà per le famiglie, dall’altro lato – ed è questa la peculiarità del momento – l’economia reale mostra una resilienza che ha colto molti analisti di sorpresa, senza però che ciò debba indurre a facili ottimismi. agenziagiornalisticaopinione +3
Nella stessa giornata di ieri, l’istituto di statistica ha infatti rivisto al rialzo le stime relative al Prodotto Interno Lordo del primo trimestre, fissando la crescita congiunturale allo 0,3% e quella tendenziale allo 0,8%, dati che migliorano le rilevazioni preliminari di aprile.
Un risultato, quest’ultimo, che testimonia come gli effetti del conflitto in Medio Oriente non avessero ancora pienamente esaurito il loro potenziale destabilizzante nei primi mesi dell’anno, lasciando intravedere un margine di tenuta per il tessuto imprenditoriale. milanofinanza +3
Tuttavia, come sottolineato in più occasioni dal governatore della Banca d’Italia, Flavio Panetta, questa fotografia parziale non deve nascondere i rischi enormi che gravano all’orizzonte: l’instabilità mondiale sta costando cara, e la prosecuzione delle ostilità rischia di tradursi in una frenata brusca per un paese che non può più permettersi ritardi sul fronte della produttività e dell’innovazione. confcommercio +3
Lo scenario nero di Bankitalia e la sfida dell’intelligenza artificiale
Nel corso delle sue Considerazioni finali, Panetta ha voluto tracciare una linea chiara tra le emergenze del presente e le strategie per il futuro, lanciando un avvertimento che non può essere ignorato. borse +3
Pur partendo da una fotografia dell’Italia che annovera punti di forza rilevanti (una solida posizione finanziaria di famiglie e banche, eccellenze nella meccanica e nella farmaceutica), il governatore ha avvertito che, se il conflitto dovesse protrarsi danneggiando ulteriormente le infrastrutture energetiche, l’inflazione nell’area euro potrebbe superare la soglia del 6%, erodendo redditi e comprimendo i margini delle imprese in una spirale recessiva. economymagazine +3
Ed è proprio per contrastare questa deriva che Panetta ha indicato una strada obbligata, puntando il dito contro i ritardi strutturali del sistema: il capitale umano e l’adozione delle nuove tecnologie. Con una certa durezza, ha ricordato come il rendimento dell’istruzione terziaria in Italia (il maggiore reddito per un laureato rispetto a un diplomato) si fermi al 24%, contro il 40% della Francia, un divario che alimenta la fuga di giovani cervelli all’estero. rainews +3
L’invito, quindi, è a non ripetere l’errore commesso negli anni Novanta con l’avvento dell’informatica, quando i ritardi accumulati nell’adozione dell’innovazione frenarono la produttività per decenni: l’intelligenza artificiale, oggi, rappresenta una leva decisiva, ma la sua diffusione – al momento ferma al 16% delle imprese – dipenderà dalla capacità dei manager di integrarla nei processi organizzativi, non solo dagli incentivi statali. agenziagiornalisticaopinione +3
Lo scenario internazionale e la pressione sui trasporti
A peggiorare il quadro descritto dall’Istat contribuisce anche il comparto dei trasporti, la cui dinamica inflazionistica è salita dallo 0,6% di aprile al +1,8% di maggio, segnale inequivocabile del fatto che il costo del petrolio greggio, lievitato a causa del blocco dello Stretto di Hormuz (attraverso cui transita abitualmente un quinto delle forniture mondiali di gas liquefatto), si sta trasferendo integralmente sui prezzi finali pagati dai consumatori alla pompa. economymagazine +3
Questa stretta, inoltre, arriva in un momento particolarmente delicato per le finanze pubbliche, data l’elevata esposizione dell’Italia ai mercati internazionali dell’energia – una dipendenza che, secondo l’analisi del governatore, rende il paese strutturalmente vulnerabile agli shock esterni. economymagazine +3
Sebbene il mercato del lavoro mostri segnali incoraggianti, con il tasso di occupazione salito al 63,1% (un record storico) e la disoccupazione scesa al 5,1%, il dato giovanile fermo al 16,9% racconta ancora una volta di un'opportunità mancata: la sfida per l’esecutivo e per le parti sociali, nelle more delle decisioni che la Bce assumerà a giugno sui tassi, sarà quella di trasformare questa fragile tenuta in una ripresa strutturale, evitando che l’aumento dei prezzi si radichi nelle aspettative dando luogo a una pericolosa spirale tra salari e inflazione. sky +3




