Gattuso e la nazionale: il lavoro a Coverciano e le prossime sfide

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La campanella è suonata a Coverciano, chiamando a raccolta i ventisette convocati per un raduno che, iniziato di martedì, ha visto Gattuso concedere qualche ora di riposo in più ai suoi. Il commissario tecnico, che si appresta ad affrontare il secondo giro di partite dopo le vittorie di settembre, appare ormai più a suo agio in un ruolo che all’inizio lo aveva lasciato perplesso. «Pensavo di annoiarmi, che mi mancasse il lavoro quotidiano sul campo», ha ammesso, per poi aggiungere: «Invece giro, faccio riunioni, analizziamo i dati. È un lavoro faticoso, sento il peso della responsabilità, e siamo consapevoli di far spendere risorse alla Federazione per osservare i calciatori». Una macchina organizzativa che non si ferma mai, la sua, sempre in movimento tra un aeroporto e un campo di periferia.

Le prossime partite e l'obiettivo Mondiale

La missione immediata, che va ben oltre il semplice risultato sportivo, è duplice: sabato a Tallin contro l’Estonia e martedì prossimo a Udine con Israele. Sono le ripetute delle sfide che avevano sancito il suo esordio in panchina, un mese fa, con un rotondo 5-0 a Bergamo e un più tribolato 5-4 in Ungheria. Proprio l’incontro con la rappresentativa israeliana, per ragioni che travalicano l’ambito puramente calcistico e che si intrecciano con una complessa attualità, desta una particolare apprensione, anche considerando che gli avversari sono ancora in corsa per i playoff di qualificazione. Andare al Mondiale del 2026, del resto, non è solo un obiettivo: per Gattuso è una necessità alla quale bisogna credere ciecamente.

Infortuni e ipotesi di formazione

Il primo giorno di lavoro è stato necessariamente dedicato alle valutazioni, con il gruppo già segnato da alcuni infortuni importanti. A mancare all’appello, tra gli altri, Mattia Zaccagni e Matteo Politano, due pedine sulle quali il tecnico aveva costruito parte del suo iniziale progetto. Sebbene sia prematuro azzardare formazioni, dalle prime indicazioni trapelate dopo l’allenamento sembra prendere corpo l’ipotesi di un attacco basato su due punte. Moise Kean e Mateo Retegui, dunque, sarebbero in pole position per ricevere la conferma, un segnale di continuità in un settore che cerca stabilità.

La legione straniera e il nuovo calcio italiano

Dall’analisi della lista dei convocati, che comprende anche i giocatori selezionati per l’Under 21, emerge un dato significativo: sono otto gli azzurri che militano in campionati esteri. Una legione straniera, seppur piccola, che Gattuso ha arruolato e che contraddice il luogo comune di un calcio italiano refrattario all’esperienza oltreconfine. L’Italia, da questo punto di vista, non è più soltanto la terra dei calciatori stanziali, legati alla serie A, ma comincia a mostrare i segni di quella mobilità e di quella multietnicità che caratterizzano il football moderno.

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