Gattuso punta su Retegui e Kean, ultimo allenamento a Coverciano prima della sfida di Zenica
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Redazione Sport
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Si è svolto questa mattina l’ultimo allenamento a Coverciano prima della partenza della nazionale diretta in Bosnia, dove domani sera gli azzurri scenderanno in campo per giocarsi l’accesso ai Mondiali del 2026, in palio nella finale playoff contro la Bosnia-Erzegovina. Rino Gattuso, che ha avuto a disposizione l’intero gruppo dopo le modifiche al programma imposte dalla Uefa – il provvedimento, legato alle condizioni meteo a Zenica, ha infatti suggerito di posticipare la partenza per non appesantire ulteriormente il terreno di gioco –, ha diretto la seduta con l’obiettivo di limare gli ultimi dettagli tattici prima del trasferimento. Il volo charter è previsto nel primo pomeriggio da Firenze, con partenza dall’aeroporto intorno alle 16.30 dopo la conclusione dei lavori al centro tecnico federale.
Nell’undici che molto probabilmente verrà confermato, Gattuso sembra intenzionato a non cambiare la formazione scesa in campo nella semifinale contro l’Irlanda del Nord. In attacco la coppia dovrebbe essere quella composta da Mateo Retegui e Moise Kean, una soluzione che il ct ha testato durante il modulo a tre (3-5-2) nella partitella a ranghi misti di questa mattina, dove i due attaccanti sono stati schierati insieme nella squadra che vestiva il pettorale bianco. La loro intesa, costruita durante il percorso di qualificazione, sembra rappresentare per Gattuso un punto di partenza consolidato: i due hanno dimostrato di poter agire in sintonia, nonostante le valutazioni sullo stato di forma di Retegui – reduce da un campionato di livello meno competitivo – abbiano aperto qualche riflessione negli ultimi giorni.
A Zenica l’Italia si troverà ad affrontare non solo un avversario ostico, guidato dall’esperienza del capitano Edin Dzeko – un attaccante che conosce benissimo i tre centrali della difesa azzurra per averli avuti compagni di squadra tra Roma e Inter – ma anche un ambiente che promette di essere particolarmente caldo. Il piccolo stadio di Bilino Polje, la cui capienza è stata ridotta di circa il venti per cento a seguito di una sanzione Uefa, sarà gremito e si preannuncia ostile, anche alla luce di un episodio che ha animato la vigilia: alcuni calciatori azzurri, tra cui Federico Dimarco, sono stati ripresi mentre esultavano per il successo della Bosnia ai rigori contro il Galles, un gesto che è stato interpretato in Bosnia come una mancanza di rispetto e che ha alimentato la tensione. Dimarco ha poi chiarito che si è trattato di una reazione istintiva, precisando di aver inviato un messaggio a Dzeko per chiarire il malinteso.
Le scelte tattiche per la sfida decisiva
Le indicazioni provenienti dalla rifinitura di Coverciano confermano l’assetto tattico su cui Gattuso ha lavorato in queste settimane. Il modulo di partenza dovrebbe essere il 3-5-2, con Gianluigi Donnarumma in porta e un reparto difensivo composto da Gianluca Mancini, Alessandro Bastoni e Riccardo Calafiori. A centrocampo, i due esterni di qualità saranno Matteo Politano e Federico Dimarco, mentre la cerniera centrale vedrà la presenza di Manuel Locatelli in cabina di regia, affiancato da Nicolò Barella e Sandro Tonali, due mezzali capaci di garantire sia filtro in fase di non possesso che spinta in avanti.
A rappresentare l’alternativa più concreta alla coppia d’attacco titolare c’è il giovane Pio Esposito, che nella gara contro l’Irlanda del Nord aveva mostrato personalità nel finale di partita. Gattuso potrebbe valutare di utilizzarlo a gara in corso, sfruttando la freschezza atletica contro una difesa avversaria che ha dovuto affrontare i tempi supplementari nella semifinale. Politano, fedelissimo del tecnico calabrese ai tempi di Napoli, rappresenta un punto fermo sulla fascia destra, mentre nella retroguardia le gerarchie sembrano definite, con il solo dubbio legato alla condizione fisica dei singoli dopo la breve pausa.
Il peso della qualificazione e il valore della rosa
L’Italia manca l’appuntamento con la fase finale del Mondiale ormai da dodici anni, un digiuno che per una nazionale dal palmarès prestigioso rappresenta un peso specifico notevole. La sfida di Zenica vale un posto nel girone B della prossima edizione, che si terrà tra Canada, Messico e Stati Uniti. Il valore complessivo della rosa a disposizione di Gattuso, secondo alcune valutazioni di mercato, supera di gran lunga quello degli avversari, un dato statistico che però conta poco in una gara secca giocata in trasferta con un pubblico ostile.
I precedenti negli spareggi per le ultime edizioni del torneo – con le eliminazioni patite contro Svezia e Macedonia del Nord – rappresentano un monito costante per un gruppo che non vuole ripetere gli errori del passato. Per molti degli elementi più esperti della rosa, come Matteo Politano, questa rappresenta probabilmente l’ultima occasione per calcare il palcoscenico mondiale. Un dato, questo, che aggiunge ulteriore carico emotivo a una gara già di per sé pesante, nella quale l’approccio mentale sarà determinante quanto la preparazione tattica.
Un arbitro già noto e le ultime modifiche organizzative
A dirigere l’incontro sarà il francese Clément Turpin, un arbitro che gli azzurri conoscono fin troppo bene: fu lui a dirigere la sfida di Palermo contro la Macedonia del Nord nel marzo del 2022, quella che sancì l’eliminazione dall’ultimo campionato mondiale in Qatar. Pur non essendoci un legame logico tra un episodio e l’altro, la sua designazione ha inevitabilmente riportato alla memoria un trauma sportivo collettivo.
Le difficoltà legate alle condizioni atmosferiche hanno imposto all’Italia un adattamento logistico dell’ultima ora, con la Uefa che ha caldeggiato il posticipo della partenza per preservare il manto erboso dello stadio di Zenica. Neve e pioggia si sono alternate nei giorni scorsi, e sebbene il sistema di riscaldamento del campo abbia evitato accumuli, il terreno di gioco potrebbe presentarsi pesante, favorendo un tipo di gioco più fisico e diretto. L’arrivo della delegazione italiana in territorio bosniaco è previsto in serata, dopodiché la squadra si trasferirà direttamente in albergo per l’ultima notte di ritiro prima dell’impegno più importante del ciclo.




