Gattuso e la notte di Zenica: “Né il campo né la tribuna, sono alibi per deboli”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La tensione che precede una sfida dal peso specifico inaudito, quella che può restituire all’Italia un posto sul palcoscenico mondiale dopo un’assenza lunga dodici anni, si misura anche nella capacità di isolare il rumore di fondo. Gennaro Gattuso, alla vigilia dello spareggio decisivo contro la Bosnia a Zenica, ha scelto la linea della durezza mentale più pura, quella che rifiuta qualsiasi tentazione giustificazionista prima ancora che il fischio d’inizio arrivi. “Se pensiamo al campo o a quello che succede in tribuna, sono discorsi per deboli”, ha dichiarato il commissario tecnico nella conferenza stampa di ieri, smontando con una frase secca il dibattito che si era acceso attorno alle condizioni del “Bilino Polje” e all’atmosfera ostile che avvolgerà la sfida. Per l’ex centrocampista, reduce dall’esperienza nell’Hajduk Spalato non lontano da questi confini, la geografia del calcio non ammette alibi: un fondo irregolare o un pubblico incandescente, ha spiegato, rappresentano un’insidia uguale per entrambi i contendenti, e chi cerca scuse al di fuori del rettangolo verde tradisce la legge fondamentale di questo sport.

“Si vive per notti così”: la pressione come carburante

La posta in palio, del resto, non potrebbe essere più alta per gli Azzurri, costretti a passare attraverso il teatro caldo di una cittadina bosniaca dove gli spalti, ridotti a circa novemila presenze a causa di una sanzione, non basteranno a contenere il calore di un’intera nazione. Gattuso, che ha avvertito nelle sue carni il peso di certe partite da giocatore, ha ribaltato la prospettiva trasformando la pressione in un privilegio. “Chi gioca al calcio vive per notti così, se non è così appendi le scarpe al chiodo o non alleni più”, ha affermato, sottolineando come la tensione crescente sia il carburante naturale di chi affronta una missione così delicata. La responsabilità, quella di non fallire l’appuntamento con i Mondiali che mancano dal 2014, non viene però vista come un macigno, ma come una leva per tirare fuori quello spirito patriottico che, a suo dire, ha permesso all’Italia di raggiungere traguardi storici anche quando non era considerata la più forte sul piano tecnico.

Un’atmosfera incandescente e un ospite d’eccezione sugli spalti

Se Gattuso cerca di blindare la sua squadra dalle distrazioni esterne, l’ambiente che troveranno domani sera a Zenica sembra studiato per mettere a dura prova la concentrazione azzurra. Il “Bilino Polje”, descritto dalla stampa italiana come uno stadio “brutto, piccolo e circondato da palazzoni” dai cui balconi si può assistere alla partita, sarà una vera e propria caldera. A dare ulteriore carica all’evento, è attesa la presenza di uno spettatore d’eccezione: Novak Djokovic. L’ex numero uno del tennis, reduce da un forfait a Montecarlo, è arrivato a Sarajevo e dovrebbe assistere al match sugli spalti. Il forte legame con il capitano bosniaco Edin Dzeko, recentemente celebrato dal serbo con un post social, toglie ogni dubbio sul tifo del campione, che si schiererà con i padroni di casa in quella che rappresenta una chance storica per la nazionale balcanica.

Le parole di Gattuso e la sfida alla “squadra forte” di Barbarez

Nel suo intervento, il ct azzurro ha voluto tenere alta l’attenzione sulle qualità dell’avversario, senza cadere nella trappola di sottovalutare l’impegno. La Bosnia, ha ricordato Gattuso, non è solo fisicità ma anche tecnica, con giocatori abili a sfruttare le fasce e un allenatore, Sergej Barbarez, che conosce bene l’anima dei suoi calciatori. “Affronteremo una squadra forte fisicamente con giocatori di qualità e ci vorrà una grande Italia per coronare il sogno del Mondiale”, ha detto, aggiungendo che la speranza è di vedere una Nazionale meno bloccata rispetto a quanto accaduto nella prima frazione contro l’Irlanda del Nord. Il riferimento è a una crescita collettiva che Gattuso rivendica: da quando è in carica, sette mesi fa, la squadra ha imparato a “sentire il pericolo” e a soffrire meno, diventando più concreta anche a costo di rinunciare a certezze estetiche. La formazione, ha poi rivelato, è chiara nella sua testa, ma i cinque cambi a disposizione potranno risultare fondamentali per gestire l’energia di una sfida che si preannuncia estenuante.

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