Pogacar domina la prima settimana del Tour, Moser e Johannessen si inchinano al fenomeno
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Redazione Sport
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La prima settimana del Tour de France 2026 ha consegnato un verdetto inequivocabile: la corsa è saldamente nelle mani di Tadej Pogacar. Il fuoriclasse sloveno della UAE Team Emirates-XRG, che punta al quinto titolo per eguagliare il record di Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain, riparte dal primo giorno di riposo con la maglia gialla sulle spalle e un vantaggio di 2'42" su Jonas Vingegaard. sul podio provvisorio, a sorpresa, si issa Isaac Del Toro, compagno di squadra di Pogacar, staccato di 3'27", a testimonianza della forza di un team che al momento sembra giocare un campionato a parte.
Un dominio senza appello, secondo i diretti interessati
A certificare la superiorità dello sloveno non sono solo i numeri, ma anche il tributo dei rivali. Tobias Halland Johannessen, sesto nella generale della scorsa edizione e attualmente undicesimo, non ha usato mezzi termini per descrivere l'impressione che gli lascia il campione in carica. "È semplicemente un fenomeno della natura", ha dichiarato il norvegese. "È un ciclista così completo e ha il pacchetto completo: non cade, non si ammala. È motivante vedere che è possibile, ma sentiamo di essere ancora indietro. per noi la corsa non riguarda Pogacar; dobbiamo correre per le posizioni dietro". Parole che fotografano un sentimento diffuso nel gruppo, dove per molti la lotta per la maglia gialla è già diventata una corsa a parte.
Il parere di Moreno Moser e le carte della seconda settimana
Anche Moreno Moser, ex professionista e oggi apprezzato commentatore di Eurosport, ha analizzato la situazione, gettando uno sguardo sulla seconda settimana che si preannuncia esplosiva. In vista della tappa numero 10, che da Aurillac porterà il gruppo a Le Lioran attraversando il Massiccio Centrale con 3.757 metri di dislivello e sette salite, Moser ha ricordato il precedente del 2024, quando Vingegaard riuscì a battere Pogacar in uno dei duelli più emozionanti.
La frazione, in programma nel giorno della Festa Nazionale francese, potrebbe regalare la prima vera scintilla tra i due big. Dopo un avvio ondulato, il gruppo affronterà il Pas de Peyrol, il Col de Pertus e il Col de Font de Cère, prima di un arrivo che presenta una leggera salita negli ultimi metri, ideale per un nuovo confronto tra gli uomini di classifica.
Il calendario della seconda settimana: tra sprinter e altimetrie proibitive
La seconda settimana, come spiega Moser, alternerà tappe per velocisti a frazioni di alta montagna. Dopo la tappa regina di martedì, mercoledì e giovedì il Tour concederà spazio agli sprinter con le tappe da Vichy a Nevers e da Magny-Cours a Chalon-sur-Saône. Venerdì, con la frazione più lunga dell'intero Tour (205,8 km da Dole a Belfort), il gruppo entrerà nei Vosgi, affrontando il Ballon d'Alsace.
Il fine settimana sarà però il vero banco di prova: sabato, con arrivo a Le Markstein Fellering, e domenica, con la durissima salita finale verso il Plateau de Solaison (11,3 km al 9,1%), le gerarchie potrebbero essere destinate a cambiare. L'impressione generale, però, è che per fermare il fenomeno della natura, come lo definisce Johannessen, servirà qualcosa di più di una semplice tappa di montagna.




