Schmid vince a Belfort la tredicesima tappa, Pidcock si rilancia in classifica
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La tredicesima tappa del Tour de France 2026, la Dole-Belfort di 205,8 chilometri, ha regalato un finale da manuale per gli amanti delle fughe. Dopo una giornata caratterizzata da un drappello numerosissimo che ha animato la corsa sin dai primi chilometri, è stato Mauro Schmid, elvetico del Team Jayco AlUla, a spuntarla allo sprint sul colombiano Harold Tejada della XDS Astana Team. Il terzo posto di tappa, andato al britannico Tom Pidcock della Pinarello Q36.
5 Pro Cycling Team, assume però un peso specifico enorme in ottica classifica generale, con il campione olimpico di mountain bike che scala posizioni importanti a pochi giorni dalle tappe decisive.
La maxi fuga e la selezione sul Ballon d'Alsace
La giornata, la più lunga di questa edizione, si è aperta con un copione ormai consueto per le tappe che precedono l'alta montagna: una fuga composta da ben 57 corridori, un numero impressionante che testimonia la voglia di rivalsa del gruppo. La UAE Team Emirates XRG, con la maglia gialla Tadej Pogacar a gestire le operazioni, ha concesso il via libera, mantenendo il ritmo nel plotone per proteggere la leadership senza inutili affanni. La selezione naturale è avvenuta nell'ascesa del Ballon d'Alsace, un durissimo GPM di prima categoria che ha fatto da cesello al pomeriggio.
Qui, il gruppo dei migliori si è ridotto a una manciata di unità, con Pidcock e i francesi Kévin Vauquelin, Jordan Jegat e Clément Braz Afonso a giocarsi le proprie carte.
La volata a due e il primo trionfo al Tour per Schmid
Nella discesa verso Belfort, la corsa ha vissuto il suo momento clou. Mentre Tim Wellens, gregario di lusso della UAE, rientrava sul gruppo dei fuggitivi, a 15 chilometri dal traguardo Schmid e Tejada hanno piazzato l'allungo decisivo, dimostrando di avere qualcosa in più. I due si sono giocati la vittoria in una volata a due che ha visto lo svizzero prevalere con uno scatto secco a 200 metri dalla linea, alzando la ruota in segno di trionfo dopo aver resistito al ritorno del colombiano.
Per Schmid, classe 2000, si tratta del primo successo nella Grande Boucle, un traguardo che arricchisce un palmarés che già annoverava una tappa al Giro d'Italia del 2021.
Pogacar resta in giallo, Pidcock entra nella Top 5
Il gruppo della maglia gialla è giunto al traguardo con un ritardo di circa 7 minuti e mezzo, consentendo a Pogacar di mantenere inalterato il suo primato. La classifica generale vede il fuoriclasse sloveno saldamente al comando con 3 minuti e 36 secondi su Jonas Vingegaard, secondo, e 4 minuti e 6 secondi su Remco Evenepoel, terzo. La grande notizia è l'ascesa di Tom Pidcock, che grazie al piazzamento odierno e agli abbuoni scavalca gli avversari diretti issandosi al quarto posto della generale, a 4 minuti e 15 secondi dalla maglia gialla.
Un risultato che rilancia in modo prepotente il britannico in vista del weekend di tappe d'alta montagna, dove il vero Tour potrebbe finalmente iniziare.




