Incendio sul traghetto Phoenix Gnv nel porto di Napoli: nessun ferito tra i tecnici
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Redazione Interno
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Poco prima delle diciannove, una chiamata di emergenza ha interrotto la routine operativa della Sala Operativa della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Napoli: dal cantiere "La Nuova Meccanica Navale", situato all'interno del bacino portuale, segnalavano un incendio a bordo della nave "Phoenix".
L'unità, adibita al trasporto sia di passeggeri che di veicoli gommati e ferma per lavori di manutenzione presso la banchina 29-30 – precisamente nell'area del Molo del Carmine – ha visto svilupparsi le fiamme nei locali interni del ponte 6, una zona dove non si trovavano né membri dell'equipaggio né passeggeri, dato che l'imbarcazione era in stato di non operatività.
L'allarme e la macchina dei soccorsi
Il "mayday" lanciato via radio ha immediatamente attivato una complessa operazione di spegnimento: da terra sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando Provinciale, mentre a mare entravano in azione tre rimorchiatori della compagnia Rimorchiatori Napoletani, una motovedetta antincendio e una unità navale specializzata nel Search and Rescue (S.A.R.) della Guardia Costiera. Questi mezzi, utilizzando i cosiddetti "cannoncini antincendio" e idranti, hanno provveduto al raffreddamento delle lamiere roventi.
Sebbene alcune testimonianze raccolte sul posto indicassero inizialmente lo sviluppo del rogo anche nei ponti bassi o in sala macchine, i successivi accertamenti hanno circoscritto l'area d'innesco al ponte 6, dove si stavano effettuando delle attività manutentive.
L'impatto ambientale e le misure precauzionali
Dalla nave si è alzata una densa colonna di fumo nero, accompagnata da un odore acre che si è rapidamente propagato fino a piazza Mercato e in diversi quartieri della città, suscitando la preoccupazione dei residenti – qualcuno di loro ha parlato di un "disastro ambientale" trasmettendo video dell'accaduto – e spingendo le autorità a convocare un tavolo tecnico di coordinamento presieduto dalla Prefettura.
Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, la Asl, l'Arpac (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Campania) e la Guardia di Finanza, con l'obiettivo di monitorare costantemente la qualità dell'aria.
In attesa dei campionamenti ufficiali per la rilevazione di diossine e furani, il Comune ha emanato una serie di linee guida precauzionali per la cittadinanza: invitando gli abitanti delle zone potenzialmente esposte alla direzione dei venti a chiudere porte, finestre e serrande, a disattivare i condizionatori e a evitare di sostare all'aperto per non inalare eventuali particelle irritanti.
Le operazioni di spegnimento e la viabilità
Le operazioni di spegnimento, che hanno visto impiegati anche i mezzi di bordo della stessa Phoenix, hanno richiesto l'interdizione delle aree prospicienti i moli 29 e 30 per agevolare il lavoro dei soccorritori; nonostante ciò, il resto del traffico marittimo commerciale è rimasto operativo, sebbene sia stata registrata una momentanea sospensione della navigazione nel tratto compreso tra il Molo Beverello e Calata Porta di Massa.
Non risultano feriti né tra i membri dell'equipaggio né tra gli operai delle ditte esterne presenti a bordo per la manutenzione: questi ultimi, come riferito dal comando della nave, sono stati evacuati in tempo prima che le fiamma si propagassero. L'unità, un traghetto ro/ro lungo 214 metri e largo 26 – con una stazza lorda di 35.736 tonnellate – costruita nel 2002 per la flotta Tirrenia e oggi battente bandiera italiana, era ferma in cantiere proprio in previsione di un prossimo impiego operativo.




