Macellaio di Reggio Calabria rimane in carcere dopo aver ucciso un ladro
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Redazione Interno
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Francesco Putortì, un macellaio di Reggio Calabria, è rimasto in carcere dopo aver ferito mortalmente un ladro che si era introdotto nella sua abitazione. L'uomo, Alfio Stancampiano, è poi morto sul piazzale dell'ospedale Morelli, dove era stato abbandonato dai suoi complici. Un altro malvivente, Giovanni Bruno, è stato gravemente ferito ed è stato ricoverato in gravi condizioni al Policlinico di Messina.
Dettagli dell'incidente
L'incidente è avvenuto lunedì mattina quando Stancampiano, un ladro di appartamenti, e Bruno si sono introdotti nell'abitazione di Putortì. Secondo il giudice per le indagini preliminari, l'intenzione dei malviventi sarebbe stata quella di lasciare l'abitazione. Tuttavia, Putortì si è difeso, affermando: «Mi hanno aggredito, volevo solo salvarmi».
Convalida dell'arresto
Il gip Giovanna Sergi ha convalidato l'arresto di Putortì e ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo il gip, ci sono "gravi indizi di colpevolezza a carico di F. P. in ordine ai reati ascritti nella provvisoria imputazione". Pertanto, Putortì, 48 anni, rimane in carcere.
Reazioni alla notizia
La notizia dell'arresto di Putortì ha suscitato diverse reazioni. Mentre alcuni sostengono che Putortì avrebbe dovuto avere il diritto di difendersi, altri sostengono che l'uso della forza letale non era giustificato. La questione rimane aperta e continua a suscitare dibattito.




