Caldo record, l'allarme dello psichiatra: "A rischio la salute emotiva, aumenta il cortisolo"
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Redazione Interno
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Le ondate di calore che stanno interessando l'Italia in questi giorni non mettono a dura prova soltanto il fisico, ma anche la salute mentale, innescando meccanismi fisiologici e neurochimici che possono alterare l'umore e il comportamento.
A lanciare l'allarme, in un contesto di temperature destinate a raggiungere picchi di 40 gradi in diverse città italiane, è lo psichiatra Vincenzo Barretta, direttore scientifico del centro Noesis di Napoli, che richiama l'attenzione sugli effetti spesso sottovalutati del caldo estremo sulla psiche e sulle relazioni sociali, in particolare per le fasce più fragili della popolazione.
L'impatto del caldo sul cervello e sulla psiche
Secondo quanto spiegato da Barretta, il caldo agisce attraverso meccanismi ben precisi: "Il caldo attiva i termorecettori e induce uno stato di allarme che aumenta la produzione di cortisolo, l'ormone dello stress, e altera i neurotrasmettitori che regolano l'umore, come serotonina e dopamina".
A questo si aggiunge un sovraccarico cognitivo significativo: per mantenere costante la temperatura corporea, l'organismo dilata i vasi sanguigni e la pressione arteriosa cala, generando affaticamento mentale, irritabilità, perdita di concentrazione e una minore tolleranza alle frustrazioni.
Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalle notti calde, che ostacolano il sonno e le sue fasi di recupero, acuendo ansia e sintomi depressivi; non si tratta dunque di una semplice sensazione di malessere, ma di un vero e proprio impatto sul cervello e sulla psiche.
I rischi per chi soffre di disturbi psichici
L'effetto del caldo risulta particolarmente marcato su coloro che convivono già con un disturbo psichico. Durante l'ondata di calore del luglio 2023, gli accessi ai pronto soccorso sono aumentati in media del 30%, con punte maggiori nelle città del Centro-Sud, un fenomeno che si è ripresentato anche negli anni successivi.
Uno studio pubblicato su 'Scientific Reports' nel 2024 ha analizzato gli accessi ai pronto soccorso in Campania nelle estati dal 2016 al 2019, rilevando un incremento statisticamente significativo già al raggiungimento dei 39 °C di temperatura percepita.
"Le temperature estreme aumentano gli accessi al pronto soccorso per attacchi di panico e acutizzano la depressione", sottolinea lo psichiatra, aggiungendo che nel disturbo bipolare il caldo è correlato a un incremento degli episodi maniacali, mentre nella schizofrenia e nelle psicosi, dove la capacità di termoregolazione è ridotta, possono aumentare la gravità dei sintomi, i ricoveri e persino la mortalità.
C'è poi un nodo spesso ignorato, ovvero che alcuni psicofarmaci come litio, antipsicotici e antidepressivi possono ostacolare la sudorazione o inibire lo stimolo della sete, aumentando il rischio di disidratazione; per questo, nei mesi più caldi, è necessaria una supervisione medica per eventuali aggiustamenti del dosaggio.
Isolamento e solitudine: il rischio sociale del caldo estremo
Oltre ai meccanismi chimici e farmacologici, Barretta evidenzia una dimensione che la cronaca dell'emergenza estiva tende a trascurare: il rischio di isolamento e solitudine. Il caldo svuota gli spazi pubblici, costringe in casa le persone più fragili e interrompe le relazioni quotidiane, erodendo quella rete di contatti che tiene insieme una persona.
L'anziano che non esce più, la persona con un disturbo psichico che salta gli appuntamenti, chi vive solo e smette di vedere qualcuno per giorni: sono situazioni in cui il caldo agisce non solo sul corpo, ma anche sul tessuto sociale e relazionale, e l'isolamento è di per sé un fattore di rischio per la salute.
L'appello a ridisegnare le città
Di fronte a un problema che è ormai strutturale e non più eccezionale, Barretta ritiene che le misure di emergenza come bollettini, numeri verdi e raccomandazioni a bere e stare all'ombra siano necessarie ma non sufficienti. "Bisognerebbe ridisegnare per intero le città e gli spazi sociali", afferma, lanciando un appello che dalla medicina si sposta all'urbanistica. "Penso all'ombra come a un bene pubblico da progettare, non lasciato al caso: alberature vere, verde diffuso, percorsi che permettano di muoversi senza esporsi".
La sua visione, che intreccia salute mentale, politiche climatiche e progettazione degli spazi, immagina luoghi di socialità accessibili e freschi, dove anche chi è solo possa continuare a incontrare gli altri quando il termometro sale, città che proteggano i loro abitanti più fragili invece di costringerli a rinchiudersi in casa.
Parma nella morsa del caldo e la tragedia nel Taro
L'ondata di calore sta investendo in modo particolare il Nord Italia e la Pianura Padana, con picchi che in alcune città potrebbero raggiungere i 40 gradi tra domenica e lunedì. A Parma, secondo le previsioni, le temperature massime potrebbero toccare i 40 gradi, tanto che il Comune ha attivato il Piano caldo per fronteggiare l'emergenza. La città emiliana è stata anche teatro di una tragedia che si inserisce in questo contesto climatico: un uomo di 46 anni, operaio macedone residente nella zona di Berceto, è annegato nel fiume Taro.
Il corpo è stato recuperato nella notte dai vigili del fuoco a tre metri di profondità, nei pressi della stazione ferroviaria, dopo che un familiare, non vedendolo rientrare, aveva trovato i suoi vestiti e l'auto vicino al fiume. La segnalazione è arrivata intorno alle 22.50 e sul posto sono intervenuti i carabinieri, che indagano sulla vicenda, e i sommozzatori del nucleo di Ravenna.
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