Migranti in Albania, Anm contro il governo
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Redazione Interno
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L'Associazione Nazionale Magistrati (Anm), rappresentata dal presidente Giuseppe Santalucia, ha espresso forti critiche nei confronti del governo riguardo alla gestione delle competenze sui migranti, in particolare per quanto concerne il trasferimento di questi ultimi in Albania. La polemica è scaturita da un emendamento proposto da Fratelli d'Italia (FdI), che prevede lo spostamento delle procedure di convalida alla Corte d'Appello, sollevando preoccupazioni circa l'efficacia e la razionalità di tale decisione.
Santalucia ha sottolineato come questa modifica, attuata "con un colpo di penna", rischi di stravolgere l'ordinario assetto delle competenze, già gravato da importanti carichi di lavoro. La Corte d'Appello, infatti, dovrebbe occuparsi delle procedure di convalida con le sue sezioni penali, un compito che appare difficilmente gestibile alla luce degli attuali impegni e delle risorse disponibili. Il presidente dell'Anm ha evidenziato l'assenza di un principio di razionalità in questo stravolgimento dell'ordine delle competenze, che potrebbe compromettere l'efficienza del sistema giudiziario.
Il Tribunale di Roma e l'Anm avevano già espresso parere negativo riguardo al trasferimento dei migranti in Albania, ritenendo che tale misura non solo non risolverebbe le problematiche legate all'immigrazione, ma potrebbe addirittura aggravarle. La questione ha suscitato tensioni anche all'interno del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), dove due consigliere laiche di centrodestra hanno richiesto di valutare eventuali profili disciplinari per il segretario di Magistratura Democratica, Stefano, in relazione alla sua partecipazione a un evento "No Ponte".
In questo contesto, l'Anm continua a ribadire la necessità di mantenere l'attuale distribuzione delle competenze, evitando modifiche che potrebbero destabilizzare ulteriormente un sistema già sotto pressione.




