Ducati, il Texas regala ombre e allarmi: Marquez arranca, l’analisi di Dovizioso pesa come un macigno

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Gran Premio di Austin, per la Ducati, si è trasformato in un crogiolo di segnali contraddittori: da un lato la pole position firmata da Fabio Di Giannantonio – che pure non è bastata a concretizzare un podio nella gara lunga – dall’altro la caduta di Marc Marquez, a cui si è aggiunta una penalità destinata a condizionarne la rimonta. Eppure, a emergere dal paddock texano non è stata soltanto la consueta analisi tecnica del fine settimana, bensì un campanello d’allarme ben più profondo, lanciato a chiare lettere da Luigi Dall’Igna e avvalorato dalle parole di chi Marc Marquez lo ha sfidato negli anni più aspri della sua carriera.

Il braccio destro e il fantasma di un nemico che non molla mai

Andrea Dovizioso, oggi collaudatore Yamaha, conosce il campione spagnolo meglio di molti altri: tre secondi posti in campionato alle sue spalle tra il 2017 e il 2019, stagioni passate a studiarsi curva dopo curva. Per questo la sua lettura della situazione, in un’intervista rilasciata nei giorni successivi al GP, suona come un avvertimento che nessuno in casa Ducati può permettersi di ignorare. Il romagnolo ha parlato senza mezzi termini della spalla destra di Marquez, quella lesionata lo scorso ottobre nel GP d’Indonesia, e ha definito la condizione fisica del #93 «più seria di quello che sembra». Un giudizio pesante, perché – come ha sottolineato lo stesso Dovizioso – Marquez non è un pilota che cerca scuse né uno abituato a lamentarsi: quando lo fa, dunque, il problema è reale e profondo.

Da cacciatore a preda: l’Aprilia vola, Bezzecchi intanto domina

La conseguenza, sul piano sportivo, è sotto gli occhi di tutti: per la prima volta da molto tempo, Marquez arriverà in Europa (dove il campionato si sposterà a Jerez tra fine aprile) da inseguitore e non da leader. L’infortunio alla spalla, infatti, gli ha sottratto quella capacità di imporre la sua superiorità tecnica che lo aveva contraddistinto nella scorsa stagione. A complicare il quadro, c’è una Ducati apparsa in netto svantaggio rispetto all’Aprilia, la quale sta vivendo un momento di grazia grazie a un Marco Bezzecchi straordinario. Lo spagnolo, insomma, non solo deve ritrovare la piena fiducia nel braccio destro, ma deve farlo inseguendo una moto – la sua stessa Desmosedici – che al momento non sembra offrirgli quel feeling istintivo che ha sempre rappresentato la sua arma più affilata.

La pausa di Jerez e il nodo contratto: i dubbi che avvolgono Borgo Panigale

Nonostante l’avvio di stagione incerto, Marc Marquez parte ancora come favorito per la vittoria nel prossimo GP a Jerez (27-28 aprile). La pausa tra un appuntamento e l’altro, in tal senso, sta diventando una risorsa preziosa: il pilota numero 93 ha deciso di sfruttare questa finestra per cercare di recuperare la miglior condizione fisica possibile, consapevole che senza un braccio completamente efficiente nessuna messa a punto potrà fare miracoli. Nel frattempo, proprio mentre il team lavora per interpretare i segnali preoccupanti emersi ad Austin, iniziano a sorgere i primi dubbi sul rinnovo contrattuale con la Casa di Borgo Panigale. Nessuno parla apertamente di addio alla MotoGP, ma il tempo stringe e le prestazioni altalenanti non aiutano a fugare le incertezze. Per una Ducita che ha costruito la propria egemonia sulla solidità del proprio assetto tecnico e sulla determinazione dei suoi interpreti, l’attuale stato di precarietà del proprio campione rappresenta un’incognita difficile da gestire, senza che per questo si debba necessariamente evocare uno scenario apocalittico.

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