Violenza donne a Torino, chiuso il minimarket di Borgo Vittoria
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Redazione Interno
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Il minimarket di Borgo Vittoria coinvolto nelle accuse di violenza su una tredicenne e su un’altra donna è stato chiuso temporaneamente dopo i controlli della Polizia Amministrativa della Questura di Torino. La notizia sulla violenza donne a Torino è stata commentata sui social da Augusta Montaruli, vice capogruppo alla Camera di FdI, che ha richiamato la richiesta avanzata dal partito il giorno precedente. “Chiuso temporaneamente, per controlli e approfondimenti, il minimarket coinvolto nella duplice violenza, di cui una anche nei confronti di minore”, ha scritto Montaruli dopo avere appreso la notizia riportata da Torino Cronaca. La misura riguarda il locale nel quale, secondo le accuse, sarebbero avvenuti due episodi nello stesso giorno.
Minimarket chiuso a Borgo Vittoria dopo i controlli
La chiusura cautelare e temporanea del minimarket è arrivata al termine di una serie di verifiche condotte dagli agenti sulle modalità di gestione dell’attività. I controlli hanno riguardato anche il rispetto degli orari e la vendita degli alcolici e sono culminati nel riscontro di un mancato pagamento dell’energia elettrica, circostanza che ha fatto scattare lo stop al locale. Da questa mattina le serrande risultano abbassate e sulla struttura sono comparsi anche insulti scritti con lo spray. Il negozio di Borgo Vittoria era già al centro dell’attenzione per quanto accaduto sabato 28 agosto, quando le due presunte violenze sarebbero avvenute all’interno del minimarket.
Montaruli ha collegato il provvedimento alla richiesta avanzata da Fratelli d’Italia. “Lo abbiamo chiesto ieri”, ha affermato, sostenendo che la chiusura del luogo fosse necessaria per evitare che altre donne potessero essere esposte a chi avrebbe commesso un atto definito “odioso”. Il provvedimento disposto dalla Polizia Amministrativa viene indicato come temporaneo ed è legato ai controlli e agli approfondimenti sull’attività. La vicenda del minimarket resta quindi articolata su due piani distinti: da una parte le verifiche amministrative che hanno portato alla chiusura, dall’altra il procedimento giudiziario relativo alle accuse rivolte al 42enne che vi lavorava.
La Procura di Torino impugna la decisione sul 42enne
La Procura di Torino ha deciso di impugnare il provvedimento con il quale il gip ha disposto per il 42enne l’obbligo di firma senza convalidare il fermo. L’uomo era stato arrestato dalla polizia dopo l’accusa relativa a una tredicenne entrata nel minimarket in cui lavorava ed è accusato anche di violenza sessuale nei confronti di un’altra donna. Secondo quanto appreso in ambienti giudiziari, il giudice aveva riconosciuto l’esistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ma non aveva convalidato il fermo per la mancanza del pericolo di fuga. Dopo l’arresto, il 42enne era stato quindi rimesso in libertà con l’obbligo di firma.
Gli episodi contestati risalgono a sabato 28 agosto e, secondo quanto riportato, sarebbero avvenuti entrambi all’interno del minimarket nell’arco di circa 40 minuti. La Procura intende ora ricorrere contro la decisione del gip relativa alla scarcerazione dell’uomo, mentre il locale resta chiuso in via cautelare e temporanea. Le verifiche amministrative hanno interessato la gestione del negozio, gli orari, la vendita di alcolici e la situazione relativa all’energia elettrica. Sul posto, oltre alle serrande abbassate, sono comparsi insulti vergati con lo spray, mentre la vicenda giudiziaria prosegue con l’impugnazione annunciata dalla Procura di Torino.
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