Violenza nel minimarket, il Riesame si riserva: venti giorni per decidere sul commesso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il tribunale del Riesame di Torino ha ascoltato le richieste di accusa e difesa e si è riservato la decisione: venti giorni di tempo per stabilire se il commesso del minimarket, indagato per violenza sessuale su una tredicenne e su una donna adulta, debba tornare in carcere o restare libero con una misura restrittiva minore. L'udienza si è tenuta questa mattina; l'indagato, un uomo di 42 anni di origini bengalesi, non si è presentato in aula, mentre la sua avvocata Francesca D'Urzo ha chiesto ai giudici di rigettare il ricorso della procura.

La difesa ha fatto sapere che l'assistito si è dichiarato disponibile a indossare il braccialetto elettronico, qualora il collegio optasse per il divieto di avvicinamento alla persona offesa.

La richiesta della procura

La procura di Torino, con la pm Eleonora Sciorella, aveva impugnato davanti al Riesame l'ordinanza con cui la gip aveva scarcerato l'uomo due giorni dopo il fermo, disponendo il solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nel ricorso, i magistrati hanno ribadito il pericolo di reiterazione del reato e il rischio di fuga. Secondo l'accusa, l'uomo sarebbe caratterizzato da «un impulso sessualmente molesto, apparentemente non governabile», tale da non consentirgli di trattenersi nemmeno di fronte a una ragazzina appena adolescente.

Il carcere, quindi, resterebbe l'unica misura in grado di contenerlo e di salvaguardare l'incolumità delle clienti che potrebbero entrare in contatto con lui. I pm hanno anche sottolineato che l'indagato è privo di residenza anagrafica, ha un'attività lavorativa non regolare e non ha legami affettivi in Italia, elementi che renderebbero concreto il rischio di allontanamento dal territorio nazionale.

Le misure già disposte

Nei giorni scorsi il questore di Torino, Massimo Gambino, ha emesso un avviso orale nei confronti del 42enne, notificato dagli agenti del commissariato Madonna di Campagna. Nel provvedimento viene evidenziata una «chiara pericolosità sociale» dell'uomo, le cui condotte «evidenziano una concreta propensione alla commissione di fatti lesivi dell'integrità e della libertà sessuale altrui».

L'avviso orale è una misura di prevenzione che invita formalmente una persona ritenuta socialmente pericolosa a tenere una condotta conforme alla legge, senza comportare di per sé limitazioni della libertà personale. Il minimarket dove si sono verificati i fatti, nel quartiere Borgo Vittoria, è chiuso da giorni: durante i controlli della polizia amministrativa erano emerse irregolarità nella gestione dell'attività, tra cui il mancato pagamento delle bollette dell'energia elettrica.

L'uomo, regolare in Italia con un permesso di soggiorno in scadenza tra un anno, non lavora più nel negozio dal giorno della scarcerazione.

I fatti contestati

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 28 agosto scorso il commesso avrebbe abusato di una tredicenne all'interno del minimarket e, pochi minuti prima, di una donna adulta non ancora identificata. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza del negozio hanno ripreso entrambi gli episodi. La procura procede anche per il secondo abuso, pur in assenza di querela della donna, perché si tratta di un reato connesso al primo.

Nelle carte del procedimento, il comportamento tenuto con la cliente adulta viene indicato come un elemento che denoterebbe la difficoltà dell'uomo a contenere i propri impulsi.

Le dichiarazioni dell'indagato

Nel corso dell'udienza di convalida del fermo, l'uomo aveva sostenuto di essere dispiaciuto e di volersi fare aiutare. In dichiarazioni spontanee presentate tramite la sua legale, aveva anche manifestato l'intenzione di frequentare un corso per uomini abusanti e di cambiare lavoro. Elementi che la gip aveva valutato nel disporre l'obbligo di firma, ritenendo l'indagato incensurato e collaborativo. La procura contesta tuttavia l'adeguatezza di questa misura, sostenendo che non ponga alcun ostacolo alla reiterazione delle condotte non appena l'uomo tornasse in un luogo aperto al pubblico.

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