Pagamenti digitali, obbligo esteso a wallet e app: sanzioni e novità per i negozi
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Redazione Economia
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Il decreto-legge 30 aprile 2026 n. 63, il cosiddetto Carburanti-ter, dopo l'approvazione definitiva del Senato avvenuta il 24 giugno, ha introdotto una modifica sostanziale per il commercio al dettaglio. L'iter parlamentare ha portato il provvedimento ad assorbire un intervento che va ben oltre il tema originario, estendendo in modo esplicito l'obbligo di accettazione degli strumenti di moneta elettronica anche a wallet digitali, app di pagamento, smartphone e smartwatch.
La norma, come ricostruito da diverse testate specializzate e da Satispay, colma un vuoto normativo che aveva lasciato spazio a interpretazioni restrittive.
Il nuovo perimetro dell'obbligo e le sanzioni
La modifica legislativa agisce sull'articolo 15 del decreto legge 179/2012, sostituendo i termini "carta di pagamento" con il più ampio concetto di "strumento di pagamento" e "moneta elettronica" con "strumenti di moneta elettronica". Questa evoluzione terminologica, apparentemente tecnica, ha un impatto pratico decisivo: i negozianti non potranno più rifiutare un pagamento digitale solo perché avviene tramite un'applicazione come Satispay o Bancomat Pay, o attraverso un wallet come Apple Pay e Google Pay.
Per chi non si adegua, la sanzione resta quella già prevista per il rifiuto delle carte: una multa fissa di 30 euro, cui si aggiunge una quota pari al 4% del valore della transazione negata. In caso di un acquisto di 100 euro rifiutato, ad esempio, la sanzione ammonterebbe a 34 euro, un importo che, sebbene non elevatissimo, mira a scoraggiare le resistenze verso il cashless.
La risposta del mercato: Satispay azzera le commissioni
In questo nuovo contesto normativo, la fintech italiana Satispay ha annunciato una mossa che potrebbe accelerare l'adozione dei pagamenti digitali tra i piccoli esercenti. Dal mese di settembre, l'azienda tornerà ad applicare commissioni zero per le transazioni inferiori a 10 euro. Una decisione, questa, che arriva in un momento cruciale e che è stata accolta con favore dalla piattaforma, la quale ha dichiarato di essere pronta a supportare i commercianti nell'adeguamento ai nuovi obblighi.
Per i pagamenti di importo pari o superiore a 10 euro, la commissione applicata agli esercenti sarà invece ridotta allo 0,95%. L'obiettivo dichiarato, come ha spiegato il co-fondatore e CEO Alberto Dalmasso, è quello di trasformare un adempimento burocratico in un'opportunità per il commercio di prossimità, sostenendo quei negozi, come bar, edicole e panetterie, che gestiscono quotidianamente micropagamenti.
Satispay, che vanta 6,5 milioni di utenti e oltre 450mila attività commerciali convenzionate, ha inoltre sottolineato che il suo sistema non richiede POS dedicati o hardware aggiuntivi, funzionando con qualsiasi dispositivo già in uso, un dettaglio non trascurabile per facilitare la transizione.
L'accordo sulle commissioni e le condizioni particolari
Parallelamente all'evoluzione legislativa, è stato siglato un nuovo protocollo al Ministero dell'Economia per alleggerire il costo delle transazioni su tutto il fronte dei pagamenti elettronici. L'intesa, che coinvolge Abi, Apsp, Assofin, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Fipe, punta a favorire la diffusione dei pagamenti digitali attraverso offerte commerciali più convenienti e una maggiore trasparenza verso gli esercenti.
Nel dettaglio, l'accordo prevede sconti sulle commissioni per le transazioni sotto i 30 euro, oltre a un impegno per rendere più chiare le condizioni applicate. Satispay, dal canto suo, ha annunciato che continuerà ad applicare condizioni particolari a tabaccai, benzinai ed edicolanti, categorie che operano con margini più ridotti nel commercio di generi di monopolio, e ha dichiarato di voler proseguire il dialogo con le associazioni di categoria per definire ulteriori agevolazioni per gli associati.
Un passo decisivo per la digitalizzazione
La conversione in legge del decreto Carburanti-ter sancisce un allineamento del quadro normativo italiano con le più recenti abitudini di consumo e con la direttiva europea sui pagamenti. Alberto Dalmasso ha ricordato come Satispay abbia contribuito in questi anni a costruire una nuova cultura del pagamento elettronico in Italia, e come il provvedimento rappresenti un passo decisivo per la concorrenza e per migliorare i servizi offerti a esercenti e consumatori.
Per molti commercianti, l'obbligo di accettare qualsiasi forma di transazione digitale potrebbe apparire inizialmente come un onere, ma la combinazione tra l'estensione normativa e le nuove politiche di pricing degli operatori, come l'azzeramento delle commissioni sui micropagamenti, sembra disegnare un percorso che mira a rendere i pagamenti elettronici sempre più accessibili e diffusi, riducendo al contempo le frizioni con il mondo del piccolo commercio.
Le nuove regole, che entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, impongono a tutti gli esercenti di aggiornare le proprie attrezzature e, soprattutto, la propria cultura del servizio, ponendo fine a qualsiasi residua eccezione per i pagamenti tramite app e wallet digitali.




