India e Pakistan verso il cessate il fuoco, ma la tensione resta alta
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Redazione Esteri
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Mentre Donald Trump annunciava un accordo per una tregua immediata tra India e Pakistan, confermato anche da Islamabad, oggi nel Jammu si contavano almeno cinque vittime, segno di come la situazione rimanga instabile nonostante le dichiarazioni ufficiali. Il Pakistan, definendo la propria azione una risposta all’«aggressione indiana», ha colpito l’aeroporto di Pathankot e la base aerea di Udhampur, in quella che la televisione di Stato ha descritto come una rappresaglia «occhio per occhio». L’esercito pakistano ha ribattezzato l’operazione con il nome in codice Bunyanun Marsoos, ispirato a un versetto coranico che allude a un «muro indistruttibile», prendendo di mira proprio le strutture da cui l’India avrebbe lanciato missili oltre confine.
L’UNICEF, intanto, ha espresso profonda preoccupazione per le conseguenze del conflitto sui minori, sottolineando come diversi bambini siano rimasti uccisi o feriti e molte scuole, che dovrebbero rappresentare spazi protetti, siano state costrette a chiudere, interrompendo il diritto all’istruzione. Un appello rivolto a entrambi i governi, affinché rispettino gli impegni presi con la Convenzione sui diritti dell’infanzia, ma che sembra scontrarsi con la realtà di un’escalation che ha radici più profonde.
A soffiare sul fuoco della tensione, secondo diverse ricostruzioni, sarebbe Asim Munir, capo di Stato maggiore dell’esercito pakistano, descritto come una figura «bellicosa» e poco incline alla moderazione. Sebbene formalmente sia il primo ministro Shehbaz Sharif a guidare il paese, sono in molti a ritenere che le decisioni strategiche passino proprio attraverso Munir, il quale avrebbe spinto per una risposta militare dura alle provocazioni indiane.
Nel frattempo, altre notizie incalzano: dal Cremlino arriva la conferma di una tregua tra i due paesi, legata però alla sospensione delle forniture di armi, mentre a Ginevra si apre un nuovo capitolo nei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina. Intanto, la Chiesa affronta il dibattito sull’intelligenza artificiale sotto il pontificato di Leone XI, mentre a Milano le indagini proseguono dopo la scomparsa di una dipendente d’albergo, in un caso che ha riacceso i riflettori sulle aggressioni nel capoluogo lombardo. E ancora, in campo tennis, Jannik Sinner si prepara a tornare in gara alle 19.




