Fabio Fazio ricorda con commozione il maestro Peppe Vessicchio a Che tempo che fa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Fabio Fazio ha aperto l’ultima puntata di Che tempo che fa con un velo di malinconia, dedicando parole toccanti al maestro Peppe Vessicchio, la cui scomparsa improvvisa ha lasciato un vuoto percepibile in studio. «Stasera abbiamo sul cuore questo peso grosso», ha esordito il conduttore, condividendo senza mediazioni un sentimento di perdita che, come ha sottolineato, accomunava il pubblico e l’intera squadra del programma. Quella che si preannunciava come una serata di ordinaria programmazione si è dunque trasformata in un omaggio sentito, sebbene non programmato, a una figura che della trasmissione era stata un pilastro affettivo e artistico.
Il ricordo in apertura di puntata
Fazio, la cui voce tradisce un’emozione contenuta ma evidente, ha svelato che Vessicchio, stroncato da una polmonite interstiziale all’età di sessantanove anni, avrebbe dovuto essere presente in quella stessa serata. Il maestro, amato dal pubblico televisivo per la sua proverbiale eleganza e competenza, era invece stato costretto a un ricovero ospedaliero che ne ha precluso l’ultima apparizione. Questo dettaglio, reso noto dal conduttore, ha aggiunto un ulteriore strato di pathos a un ricordo già carico di affetto, dipingendo il ritratto di un uomo legato al programma fino agli ultimi istanti.
La partecipazione di Luciana Littizzetto
Anche Luciana Littizzetto, altra colonna portante dello show, ha voluto unirsi al ricordo, rievocando con tenerezza gli sketch condivisi con Vessicchio non solo nel salotto di Che tempo che fa ma anche in altre occasioni, come le edizioni del Festival di Sanremo. I loro interventi, spesso costellati da una comicità raffinata e da una sintonia palpabile, hanno contribuito a costruire nel tempo l’immagine pubblica di un artista versatile, capace di passare con naturalezza dalla direzione d’orchestra all’ironia più leggera. Le sue parole, intrise di nostalgia, hanno completato il quadro di un legame professionale e umano che andava ben al di là del semplice palinsesto.
Un’assenza che pesa
La trasmissione, seppur proseguita con i suoi consueti ospiti e interventi, è sembrata attraversata da un filo conduttore di commozione, rendendo tangibile quanto la figura di Vessicchio fosse radicata nell’identità del programma. Quella serata, definita «un po’ difficile» fin dal suo esordio, è diventata così un momento collettivo di elaborazione, un modo per salutare, attraverso le immagini e le parole di chi lo ha conosciuto da vicino, un maestro la cui eredità artistica rimane indelebile. Senza enfasi retoriche ma con la semplicità di chi ha condiviso un percorso, Fazio e la sua squadra hanno restituito il senso di una mancanza che, almeno per una sera, è stata di tutti.




