Ishiba perde la maggioranza al Senato, il governo giapponese è a rischio. Intanto lo yen si rafforza e le borse asiatiche reagiscono bene

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il premier giapponese Shigeru Ishiba, già indebolito dalla perdita della maggioranza alla Camera bassa lo scorso ottobre, ha subito un nuovo colpo dopo le elezioni del 20 luglio per il rinnovo parziale del Senato, dove la sua coalizione – guidata dal Partito Liberal Democratico (LDP) – non ha raggiunto i 124 seggi necessari per mantenere il controllo. Con soli 122 senatori su 248, e 220 deputati su 465 alla Camera bassa, è la prima volta dal 1955 che il LDP, storico dominatore della politica nipponica, si trova senza una maggioranza in entrambi i rami del Parlamento.

Nonostante la sconfitta, Ishiba ha annunciato di non volersi dimettere, dichiarando di voler evitare «una paralisi istituzionale». Ma la fragilità del suo governo preoccupa gli investitori, che temono un indebolimento del Giappone nei negoziati commerciali con gli Stati Uniti, ora guidati da Donald Trump, e un possibile calo delle esportazioni. I futures sul Nikkei 225, seppur in lieve rialzo dello 0,30%, riflettono questa incertezza, mentre lo yen – considerato un bene rifugio – ha guadagnato terreno.

Sul fronte dei mercati, l’Asia ha mostrato un andamento contrastante. Le borse cinesi hanno beneficiato della decisione della Banca Popolare di mantenere invariati i tassi al 3%, con Shenzhen in rialzo dello 0,38%, mentre Sydney ha chiuso in netto ribasso (-1,2%). Tokyo, invece, è rimasta chiusa per il Marine Day, una festività nazionale che ha limitato i volumi di scambio nell’area.

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