Visti ai migranti, giudice Usa blocca il divieto per 75 Paesi
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Redazione Esteri
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Un giudice federale statunitense ha bloccato la sospensione dei visti ai migranti provenienti da 75 Paesi, stabilendo che la misura introdotta dall’amministrazione Trump era contraria alla legge. La decisione riguarda il provvedimento con cui a gennaio il Dipartimento di Stato aveva fermato il rilascio dei visti di immigrazione per persone provenienti da quasi il 40% dei Paesi del mondo. Secondo la sentenza, il blocco superava l’autorità prevista dalla legge per il segretario di Stato Marco Rubio.
Il provvedimento sui visti ai migranti era stato motivato dall’amministrazione statunitense con la necessità di impedire l’ingresso di persone che avrebbero potuto usufruire di assistenza sociale e prestazioni pubbliche. La sospensione aveva quindi introdotto un limite legato alla nazionalità dei richiedenti, coinvolgendo cittadini di numerosi Paesi. La giudice federale ha invece ritenuto illegittima questa impostazione, annullando il divieto imposto nei confronti degli immigrati interessati dalla misura.
La decisione del giudice sul blocco dei visti
La sentenza ha fermato una delle misure adottate negli Stati Uniti sul fronte dell’immigrazione, dopo che il Dipartimento di Stato aveva disposto la sospensione dei visti per cittadini di molti Paesi. La decisione del tribunale federale ha definito il provvedimento “contrario alla legge”, contestando la possibilità di applicare una limitazione basata sulla nazionalità senza un adeguato fondamento nell’autorità concessa dalla normativa. La vicenda ha aperto un nuovo confronto politico sul sistema dei visti e sulle modalità con cui vengono stabilite le restrizioni agli ingressi.
Il caso, riportato anche dalla Cnn, riguarda il divieto introdotto a gennaio dall’amministrazione Trump per gli immigrati provenienti da 75 Paesi. La misura era stata presentata come uno strumento per evitare che alcune persone entrassero negli Stati Uniti per accedere a forme di sostegno pubblico. Con l’annullamento deciso dalla giudice federale, viene meno la sospensione generale prevista dal provvedimento e torna al centro del dibattito il rapporto tra sicurezza, immigrazione e rispetto delle protezioni legali.
Lo scontro sull’immigrazione e i trasferimenti dei migranti
La decisione sui visti ai migranti arriva mentre resta acceso lo scontro politico sulle politiche migratorie degli Stati Uniti. Le informazioni disponibili indicano che, parallelamente alla battaglia legale sul divieto, il Paese continua a effettuare deportazioni di migranti verso Paesi poveri e instabili, con l’accusa di aggirare le protezioni previste dalla legge. Il tema dei trasferimenti e delle procedure applicate ai migranti rimane quindi al centro dell’attenzione insieme alle contestazioni sulle restrizioni all’ingresso.
Il provvedimento annullato dalla giudice federale rappresentava una sospensione ampia del rilascio dei visti di immigrazione, con effetti su cittadini provenienti da numerose aree del mondo. La pronuncia ha stabilito che il blocco non poteva essere mantenuto nei termini decisi dall’amministrazione, riportando la questione all’interno dei limiti stabiliti dalle norme. La vicenda unisce così il tema dei visti, quello delle deportazioni e il confronto sulle scelte adottate dagli Stati Uniti nella gestione dei flussi migratori.
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