Fico, primo giorno da governatore: “Siamo prontissimi, resteremo in carica cinque anni”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Squilla in continuazione, il telefono di Roberto Fico, in una giornata che, pur segnata dalla formalità dell’insediamento, scorre tra messaggi di auguri, scambi di opinione con alleati e la prima, concreta, pianificazione del lavoro che lo attende al piano nobile di Palazzo Santa Lucia. L’entità del risultato elettorale, che ha superato ogni più rosea aspettativa, non sembra aver incrinato la sua proverbiale compostezza, mentre attorno a lui si comincia a delineare quella che sarà la sfida immediata: la composizione di un esecutivo regionale in grado di tradurre in azione di governo un mandato così netto.

La partita delle deleghe

Archiviata la fase dei festeggiamenti, l’ex Presidente della Camera deve infatti affrontare il cosiddetto “Risiko delle poltrone”, una negoziazione complessa per l’assegnazione delle deleghe chiave, come quelle alla Sanità e ai Trasporti, settori nevralgici per una regione dalle esigenze profonde. I partiti della coalizione, che hanno sostenuto la sua corsa, rivendicano ora, com’è naturale, un proprio spazio di rappresentanza, facendo leva sul peso elettorale dimostrato in campagna elettorale; si parla, fra l’altro, di una possibile vicepresidenza per il Partito Democratico, uno degli snodi principali di questa prima fase di assestamento.

Le reazioni dal territorio

Intanto, dal Sannio, arriva un coro di sostegno che guarda con ottimismo al futuro. La coordinatrice provinciale del movimento, Sabrina Ricciardi, ha sottolineato come la campagna non sia stata una mera “corsa al voto” ma un “percorso fatto di ascolto, incontri, idee messe sul tavolo e lavoro condiviso”, ringraziando coloro che si sono spesi in questa direzione con impegno e generosità. L’auspicio, che molti condividono, è che questa nuova amministrazione possa finalmente tradursi in una stagione di crescita e in un rinnovato protagonismo per le giovani generazioni del territorio, spesso costrette a cercare altrove le proprie opportunità.

Un percorso dalle radici lontane

L’ascesa politica di Fico, del resto, affonda le radici in un humus ben preciso, lontano dai salotti del potere. È in un modesto centro pastorale per giovani, nel cuore trafficato del Vomero, che il neogovernatore muove i primi passi, quasi vent’anni fa: un uomo dall’aspetto quasi asceta, in sandali francescani e con una barba da filosofo antico, che condivideva con altri una certa comunione di disagi e un modo di intendere la politica come militanza di base. Quel percorso, iniziato in un contesto così informale, ha trovato oggi il suo approdo più alto, caricando di aspettative non solo il suo entourage ma un’intera regione.

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