Europei di Birmingham, l’oro di Battocletti e il bronzo di Majori non bastano a lenire l’infortunio di Jacobs

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La seconda giornata dei Campionati Europei di atletica leggera in corso di svolgimento a Birmingham ha regalato all’Italia momenti di altissima intensità emotiva, alternando come spesso accade in questi casi la gioia incontenibile delle vittorie all’amarezza più profonda per un intoppo che, per certi versi, rischia di pesare più di una sconfitta.

Nella serata di martedì 11 agosto, il continente ha assistito a una doppietta memorabile nei 5000 metri femminili, con Nadia Battocletti che ha stampato il suo nome nell’oro europeo per la seconda volta consecutiva, dopo il trionfo di Roma nel 2024, mentre alle sue spalle si è piazzata una sorprendente Micol Majori, capace di agguantare il bronzo e di scrivere la prima, prestigiosa pagina della sua carriera internazionale.

Un quadro che sembrava dipinto per celebrare l’ennesimo dominio azzurro nelle gare di mezzofondo, e che invece è stato macchiato da una notizia giunta proprio dalla pista dove si correva la finale dei 100 metri: l’infortunio di Marcell Jacobs, un ko fisico che ha trasformato quella che doveva essere una serata di festa in un momento di riflessione amara per tutto il movimento.

Nadia Battocletti e la corona regale: tattica e cuore

Nadia Battocletti, come da pronostico, non ha tradito le attese e ha dominato la prova dei 5000 metri con un tempo di 15:37.84, mettendo in fila un’avversaria di tutto rispetto come la spagnola Marta García e contenendo il ritorno dell’atleta di casa e delle altre inseguitrici.

La gara, come ha raccontato la stessa atleta a caldo, è stata tattica fin dal primo metro, proprio come aveva immaginato e discusso nei dettagli con il padre prima di entrare in call room, perché sapevano che il ritmo si sarebbe alzato solo nel finale e che la sua progressione avrebbe fatto la differenza sugli ultimi giri.

Dopo il taglio del traguardo, l’immagine che ha fatto il giro del mondo è stata quella di Battocletti con una corona in testa, un gesto che non era stato preparato dall’atleta ma dalla madre, una donna che l’azzurra ha definito "visionaria", capace di intuire la portata dell’impresa e di suggellarla con un simbolo che sapeva di regalità e di consapevolezza.

Il fatto che la Battocletti abbia voluto sottolineare pubblicamente l’idea della madre e le parole del padre prima della gara restituisce il ritratto di un’atleta che non si sente sola sul podio, ma che vive il successo come il coronamento di un progetto familiare e tecnico costruito giorno dopo giorno, senza mai dimenticare l’origine di quella forza che l’ha portata a riconfermarsi regina d’Europa.

La sorpresa Micol Majori: un bronzo che profuma di futuro

Se la vittoria di Battocletti era ampiamente nei pronostici della vigilia, lo stesso non si può dire per il bronzo di Micol Majori, atleta allenata da Baldini e autrice di una prestazione che ha sorpreso addetti ai lavori e appassionati. Majori, che fino a questo momento non aveva ancora un palmarès di rilievo internazionale, ha saputo gestire la pressione di una finale europea con una maturità che lascia ben sperare per il suo futuro, tenendo il passo delle migliori e scattando al momento giusto per assicurarsi il gradino più basso del podio.

La sua terza posizione rappresenta una boccata d’ossigeno per il mezzofondo italiano, che vede così affiancarsi a una fuoriclasse come Battocletti una giovane promessa in grado di reggere il confronto con le atlete più esperte del Vecchio Continente. Il fatto che Majori sia riuscita a conquistare la sua prima medaglia europea proprio in una serata in cui l’Italia contava su altri fronti, e che lo abbia fatto con una corsa pulita e intelligente, rende il suo bronzo un autentico valore aggiunto per una spedizione che finora sta regalando soddisfazioni.

Il ko di Marcell Jacobs e l’amarezza per un’occasione sfumata

Eppure, nonostante l’oro e il bronzo, a Birmingham aleggia un senso di incompiutezza che ha il volto e il nome di Marcell Jacobs. Il campione olimpico, che si stava preparando per la finale dei 100 metri con l’obiettivo di riconquistare un titolo che manca da tempo alle vetrine azzurre, è stato costretto a fermarsi a causa di un infortunio muscolare che lo ha colto nel momento più delicato, proprio quando la gara stava per entrare nel vivo e le aspettative erano al massimo.

Jacobs, che già aveva dovuto fare i conti con problemi fisici nel corso della stagione, si è ritrovato ad abbandonare la pista sotto lo sguardo incredulo dei compagni e del pubblico, un’immagine che per chiunque segua l’atletica leggera ha il sapore amaro di un’occasione perduta e di un copione che si ripete con una frequenza fin troppo alta.

Il cronista Franco Bragagna, nel suo consueto commento a caldo dagli Europei, ha parlato di "brutto dello sport" per definire l’infortunio di Jacobs, sottolineando come l’aspetto più crudele di queste manifestazioni sia proprio l’imprevedibilità delle condizioni fisiche, capaci in un istante di trasformare la gioia di una finale in una doccia gelata.

L’assenza di Jacobs dalla contesa per il titolo europeo toglie sicuramente smalto alla rassegna, ma apre al contempo un interrogativo sulla gestione degli atleti di punta e sulla necessità di preservare le loro energie in vista degli appuntamenti più importanti.

Le reazioni e lo sguardo sugli Europei di nuoto

Nel frattempo, dalla pista di atletica lo sguardo si allarga anche agli Europei di nuoto, dove l’Italia sta collezionando risultati di rilievo con atleti come Martinenghi e Quadarella, capaci di portare a casa ori che confermano la solidità della scuola italiana anche in vasca.

Le parole di Bragagna, che nel suo intervento ha parlato di "buono, brutto e cattivo" per riassumere la giornata, fotografano perfettamente la duplice anima di questa spedizione britannica: da un lato l’eccellenza e la continuità di risultati in alcune discipline, dall’altro la fragilità di un sistema che troppo spesso vede i suoi interpreti migliori fermarsi per infortuni che arrivano nel momento più sbagliato.

Curtis, con il suo storico bronzo nei 100 stile femminili, aggiunge un altro tassello a un mosaico che finora è composto da luci e ombre, con la consapevolezza che il bilancio finale di questi Europei dipenderà anche dalla capacità degli atleti di reagire agli imprevisti e di trasformare l’amarezza in motivazione per il futuro. Per ora, a Birmingham, l’Italia si tiene stretta l’oro di Battocletti e il bronzo di Majori, sperando che l’infortunio di Jacobs non sia grave e che il campione possa tornare presto a correre con quella velocità che lo ha reso celebre in tutto il mondo.

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