Abusi nella ginnastica, il ministro Abodi chiede giustizia
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Redazione Sport
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Il caso degli abusi nella ginnastica ritmica, che ha coinvolto le ex atlete Anna Basta e Nina Corradini, continua a far discutere. Le due ex ginnaste, che per prime denunciarono i maltrattamenti subiti nell'accademia di Desio, chiedono che la questione non venga dimenticata e che sia fatta giustizia. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha dichiarato che ci sono prove oggettive che rendono esplicito quanto accaduto, sottolineando l'importanza di rimanere al di sopra delle parti e di applicare le norme con trasparenza e rispetto per le persone che denunciano.
Durante la presentazione del Team Italia per le Special Olympics, Abodi ha ribadito la necessità di riaprire il caso, evidenziando come le intercettazioni raccolte dai carabinieri, divenute pubbliche, non possano restare senza effetti. In queste intercettazioni, il presidente della Federginnastica, Gherardo Tecchi, e altri alti esponenti federali parlano di "bastonare" le atlete che hanno denunciato i maltrattamenti, un fatto che ha suscitato grande indignazione.
Il ministro ha inoltre sottolineato che, nonostante le esperienze competitive dei Giochi di Parigi, il problema degli abusi non può essere ignorato. È fondamentale che tutti tendano alla trasparenza e all'applicazione delle norme, con o senza safeguarding officer, per garantire il rispetto delle persone che denunciano. Le parole di Abodi sono state nette e decise, un chiaro segnale che la giustizia deve prevalere e che le denunce non possono essere trascurate.
La richiesta di giustizia da parte delle ex Farfalle, come vengono chiamate le ginnaste della ritmica, trova ora un forte sostegno istituzionale.




