Lega in pressing per la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali
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Redazione Economia
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Non si placa l’insistenza della Lega per una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, mentre il decreto Milleproroghe rimane in stallo in commissione Affari costituzionali al Senato. Il provvedimento, che include anche modifiche per estendere la definizione agevolata delle cartelle, attende i pareri del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), indispensabili per garantire la sostenibilità delle misure proposte. Tra queste, spicca l’emendamento che punta a prorogare la scadenza per la rottamazione al 31 dicembre 2023, rispetto all’attuale termine del 30 giugno 2022, con la possibilità di rateizzare il pagamento in 18 rate. I tecnici della Ragioneria sono al lavoro per valutare l’impatto finanziario di queste proposte, mentre migliaia di contribuenti, tra persone fisiche e società, attendono con ansia una soluzione che alleggerisca il peso dei debiti accumulati con l’Agenzia delle Entrate-Riscossioni.
La rottamazione quinquies, non prevista nella legge di Bilancio 2025 nonostante le aspettative iniziali, rappresenta per molti l’ultima speranza per sanare posizioni fiscali ormai insostenibili. La Lega, da tempo in prima linea su questo fronte, ha rilanciato con forza la proposta, criticando al contempo il concordato preventivo biennale voluto dal viceministro all’Economia Maurizio Leo, giudicato insufficiente. “Con tutto l’amore, il concordato proposto da Leo non è stato risolutivo”, ha dichiarato il vicepremier Matteo Salvini, ribadendo la necessità di una misura più incisiva. La sua idea è quella di una rottamazione decennale, con pagamenti rateali in 120 quote di pari importo, che permetta ai contribuenti di “respirare, lavorare e pagare”.
L’eventuale approvazione della rottamazione quinquies aprirebbe nuovi scenari per chi è in difficoltà con il fisco. Secondo le prime indiscrezioni, la misura potrebbe includere cartelle fino a 5.000 euro, con agevolazioni per i pagamenti rateali e la cancellazione degli interessi e delle sanzioni per chi aderisce. Tuttavia, la strada è ancora lunga e irta di ostacoli, a cominciare dai pareri tecnici del Mef, che dovranno confermare la fattibilità economica dell’operazione. Intanto, il dibattito politico si infiamma, con la Lega che cerca di capitalizzare il malcontento dei contribuenti, mentre Fratelli d’Italia, pur sostenendo la necessità di interventi sul fisco, deve fare i conti con le critiche per il mancato successo del concordato preventivo.




