Crosetto: "Dobbiamo imparare dalla guerra, servono 30mila soldati in più"
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Redazione Interno
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Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato che l'Italia deve trarre “lezioni operative pratiche” dai conflitti in corso a Gaza e in Ucraina, sottolineando come questi teatri di guerra contemporanei offrano un campionario di scenari dai quali è indispensabile apprendere. Le sue parole, pronunciate presso il Centro Operativo di Vertice Interforze a Roma, in occasione delle celebrazioni per la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, hanno delineato una visione chiara delle necessità della difesa nazionale, che passa attraverso un profondo ripensamento delle strutture militari. Collegandosi con i vari comandi operativi sparsi per il globo, il ministro ha ribadito l'urgenza di adeguare strumenti e dottrine a un contesto internazionale in rapida e pericolosa evoluzione.
Il monito della storia e la scelta di Ancona
Crosetto ha poi spiegato la logica alla base della scelta di Ancona, assieme al Presidente della Repubblica Mattarella, per una parte delle cerimonie del 4 Novembre, evidenziandone il “valore fortissimo” per la memoria collettiva del Paese. “Circa 110 anni fa è stata attaccata, bombardata e ferita”, ha ricordato il ministro, trasformando quei passaggi storici ed eroici in un monito per il presente, affinché tutti comprendano, senza possibilità di equivoci, cosa significhi concretamente la guerra. La decisione di celebrare la ricorrenza in diverse città, da nord a sud, risponde proprio all’esigenza di radicare il ricordo del sacrificio in quei luoghi che, più di altri, ne portano i segni indelebili.
Il piano per potenziare l'esercito
In un’intervista a ‘5 minuti’ su Rai1, Crosetto è entrato ancor più nel dettaglio delle necessità numeriche delle forze armate, indicando la necessità di un “grosso aumento di personale”. Per la difesa nazionale, ha affermato senza mezzi termini, avremmo bisogno di “30mila unità in più”, un incremento che porterebbe l’organico a un totale di 200mila unità. Un confronto, il suo, che non si è limitato ai confini nazionali, ma che ha guardato all’Europa, citando il caso della Germania che prevede un esercito di dimensioni ben più ampie, tra le 260 e le 280mila unità. Ci vorranno, secondo le sue stime, “6-7 anni per avere una difesa paragonabile minimamente a quella di Israele”, un obiettivo ambizioso ma ritenuto imprescindibile.
La riforma scritta con i militari
L’aumento degli effettivi rappresenta solo una parte di un disegno più ampio, che il ministro ha annunciato con determinazione: “Proporrò non un decreto legge ma una discussione a Camera e Senato per arrivare a comporre una riforma completa delle Forze Armate”. Per scongiurare il rischio che un tema così delicato finisse nella “stupidità delle contrapposizioni politiche”, Crosetto ha reso noto il suo metodo: a parlare nelle commissioni parlamentari saranno inviati i militari stessi. “Questa riforma la scriverò con i militari e sarà quella voluta dai militari”, ha concluso, delineando un percorso che intende dare voce diretta a coloro che sono chiamati a operare sul campo.




