Brabus Bodo Cabriolet, l'hypercar scoperta con 1.000 CV e 360 km/h
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non era difficile prevederlo, ma un conto è vedere realizzata la versione scoperta della Brabus Bodo, dopo la coupé presentata lo scorso maggio a Villa d'Este. Il celebre tuner tedesco ha alzato il velo sulla Bodo Cabriolet durante la Monterey Car Week, più precisamente sul prato del The Quail, evento che ospita le presentazioni più esclusive del panorama automobilistico internazionale.
Questa nuova hypercar a cielo aperto rappresenta un ulteriore, sentito omaggio a Bodo Buschmann, il fondatore dell'azienda scomparso nel 2018, e il coronamento di un sogno che il figlio Constantin, oggi amministratore delegato di Brabus, ha finalmente trasformato in realtà dopo anni di pianificazione e sviluppo.
Un progetto indipendente su base Aston Martin
A differenza di molte creazioni del passato, la Brabus Bodo Cabriolet non nasce da una Mercedes-Benz trasformata, ma rappresenta un progetto completamente indipendente sviluppato internamente dall'azienda di Bottrop. Sotto la carrozzeria completamente nuova, realizzata interamente in fibra di carbonio pre-preg presso lo stabilimento Brabus, troviamo la base meccanica dell'Aston Martin Vanquish Volante, di cui la Cabriolet eredita il raffinato pianale e l'architettura dell'abitacolo.
Brabus acquista le vetture complete da Gaydon per poi smontarle e riconfigurarle, un processo che garantisce il rispetto di tutti i cicli di omologazione e sicurezza, e che permette di trasformare la granturismo inglese in qualcosa di molto più estremo e personalizzato. La scelta di utilizzare la Vanquish come base non è casuale: il lungo passo, l'imponente vano motore e il possente V12 biturbo rappresentavano il punto di partenza ideale per il progetto, oltre a garantire una certa familiarità con i sistemi elettronici, ereditati in parte dalla collaborazione tra Aston Martin e Mercedes.
Prestazioni da hypercar a cielo aperto
Il vero protagonista, celato sotto il lunghissimo cofano in carbonio, è il V12 biturbo da 5,2 litri di origine Aston Martin, completamente rivisitato dai tecnici tedeschi. Nuovi componenti meccanici, un sistema di sovralimentazione rivisto con prese d'aria Ram-Air e una nuova centralina portano la potenza a 1.000 CV e la coppia a 1.200 Nm, valori che vengono trasmessi esclusivamente all'asse posteriore tramite un cambio automatico a otto rapporti e un differenziale elettronico autobloccante.
Le prestazioni dichiarate sono da vera hypercar: lo scatto da 0 a 100 km/h viene coperto in 3,0 secondi, mentre per raggiungere i 300 km/h ne bastano 23,9 secondi. La velocità massima, limitata elettronicamente per preservare l'integrità meccanica e degli pneumatici, si attesta sui 360 km/h, un dato che sottolinea come la Bodo Cabriolet non sia un semplice esercizio di stile, ma una vera e propria macchina da velocità pensata per essere guidata, magari su un'autobahn tedesca, come lo stesso Constantin Buschmann ha avuto modo di raccontare.
Aerodinamica attiva ed esclusività
La carrozzeria in fibra di carbonio, che contribuisce a contenere il peso a secco in 1.774 kg, non ha solo una funzione estetica. Il grande spoiler anteriore e il diffusore posteriore, anch'essi in carbonio, lavorano in sinergia con un'ala posteriore a comando elettrico che, oltre a generare carico aerodinamico, può trasformarsi in freno aerodinamico nelle decelerazioni più violente, specialmente a velocità superiori ai 140 km/h.
La Bodo Cabriolet, lunga 5,06 metri, larga 2,03 e alta appena 1,30, monta cerchi forgiati Brabus Monoblock Z-GT "Platinum Edition" da 22 pollici, calzati con pneumatici Pirelli P Zero sviluppati appositamente. La capote in tessuto si aziona elettricamente in meno di 15 secondi ed è disponibile in due configurazioni di lancio: la "Piano Black" dal look total black e la "Silk Stone" con un motivo Jacquard che integra il numero "77" rovesciato direttamente nella trama del tessuto.
La produzione, infatti, è limitata a soli 77 esemplari, un numero che richiama il 1977, anno di fondazione di Brabus, e che sarà condiviso tra le versioni coupé e cabriolet, rendendo quest'ultima ancora più rara e desiderabile.
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