Biella in piazza con la Cgil, sciopero nazionale contro la manovra "ingiusta"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Anche la città di Biella, seguendo il solco tracciato da Torino e dagli altri capoluoghi piemontesi, aderisce allo sciopero generale proclamato dalla Cgil per l'intera giornata di venerdì 12 dicembre, una mobilitazione che, definendo "ingiusta e dannosa" la Legge di Bilancio, intende paralizzare i settori pubblici e privati in una protesta trasversale. Il corteo biellese, il cui ritrovo è fissato per le 9.30 in piazza Vittorio Veneto, muoverà da lì un'ora dopo verso piazza Santa Marta, luogo designato per gli interventi conclusivi dei rappresentanti sindacali locali previsti per mezzogiorno, in un quadro di coordinamento nazionale che vede presidi e comizi diffondersi in ogni regione.

Una protesta che blocca il paese

L'astensione dal lavoro, che non risparmia neppure le attività in appalto e i servizi di supporto, rischia di creare disagi considerevoli, concentrandosi in particolare sui trasporti, sulla scuola e sul sistema sanitario, mentre le ferrovie hanno diramato gli orari delle fasce di garanzia nel tentativo di contenere il caos. A Brescia, dove il corteo partirà dalla metro di San Faustino per concludersi in piazza Duomo con un comizio di una esponente della segreteria nazionale, è esploso un aspro botta e risposta tra la Filt-Cgil e la società dei trasporti locale sulle rispettive mancate comunicazioni, un episodio che accende i riflettori sulle tensioni procedurali che spesso accompagnano simili giornate di mobilitazione.

Il Trentino si unisce al dissenso

La protesta, che attraversa l'intero stivale senza eccezioni, coinvolge pure il Trentino, dove i servizi subiranno contraccolpi inevitabili; a Trento, infatti, è in programma una manifestazione che, muovendo da via Verdi alle 9 del mattino, si dirigerà verso corso 3 Novembre, sotto la sede del Commissariato del Governo, per gli interventi finali. La critica del sindacato, espressa in un comunicato, colpisce nel segno della sostanza economica della manovra, giudicata del tutto incapace di generare un impatto positivo sulla crescita, una valutazione che costituisce il nucleo fondante della rabbia diffusa.

Un fronte unito per cambiare rotta

Le piazze di venerdì, dunque, si popoleranno di lavoratori, pensionati e giovani, categorie che il sindacato ritiene particolarmente penalizzate da scelte ritenute miopi, in uno sforzo collettivo volto a esercitare una pressione che costringa a rivedere le priorità. La determinazione espressa dalla Cgil, che ha voluto uno sciopero totale e generalizzato, delinea uno scontro sociale il cui esito non è prevedibile, ma che certamente segna una frattura significativa nel dialogo tra le parti, mentre il paese si prepara a una giornata di fermo e di voce.

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