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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le borse statunitensi, in una seduta caratterizzata da volumi non particolarmente elevati, hanno mostrato un'intonazione positiva, con il maggiore indice di Wall Street, l'S&P 500, che ha chiuso la giornata del 26 novembre a 6.812,6 punti, registrando un incremento dello 0,69%. Un'analisi tecnica approfondita, la quale delinea scenari probabilistici e non rappresenta un invito all'operatività, rivela come la spinta rialzista abbia obiettivi ben definiti: il livello di 6.903,9 costituisce il target più immediato, mentre un'eventuale correzione, da considerarsi fisiologica dopo una salita decisa, troverebbe un primo supporto significativo a quota 6.630. Le attese degli analisti, tuttavia, prefigurano un innalzamento della curva che, superate le resistenze intermedie, potrebbe spingersi fino al top di 7.177,7, un traguardo che alimenta l'ottimismo degli investitori.

Il cambio di prospettiva di JP Morgan e le attese sulla Fed

A sostenere il morale del mercato, contribuendo non poco alla performance degli indici, è stato un fattore fondamentale: la rinnovata convinzione che la Federal Reserve sia sul punto di allentare la politica monetaria. In questo contesto, ha destato notevole interesse il cambio di rotta di JP Morgan, che il 26 novembre ha dichiarato di aspettarsi un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base già nel corso del prossimo mese di dicembre, invertendo la previsione precedente che indicava invece una pausa di riflessione fino a gennaio. Questa inversione di marcia, da parte di uno degli attori finanziari più influenti a livello globale, ha offerto una potente spinta al sentiment, spingendo molti a riconsiderare le proprie strategie di investimento.

Un mercato che scommette su un cambio di guardia

Le aspettative di un ambiente finanziario più accomodante si sono concretizzate in scommesse di mercato sempre più precise, con Lloyd Chan, analista di Mufg Bank, che ha sottolineato come le probabilità attribuite a un taglio dei tassi nella riunione di dicembre siano aumentate bruscamente, toccando circa l'80%. I trader, oltre a questo, stanno aumentando le puntate su un possibile avvicendamento al vertice dell'istituzione, ipotizzando che Kevin Hassett, attuale direttore del Consiglio Economico Nazionale, possa essere chiamato a sostituire Jerome Powell nella carica di presidente della Fed. Queste voci, sebbene non confermate, aggiungono un ulteriore elemento di dinamismo a uno scenario già in forte evoluzione.

Il quadro europeo e le performance dei titoli

Mentre Wall Street si preparava a una pausa forzata per la festa del Ringraziamento, le borse europee si sono attese in leggero calo, con il futures sull'Eurostoxx50 in negativo dello 0,11%, in un clima di attesa dettato dall'assenza di riferimenti diretti dagli Stati Uniti. Sul fronte valutario, l'euro tratta appena sopra la parità con il dollaro, a 1,1604. A spiccare tra i titoli è stata Dell Technologies, che ha chiuso con un rimbalzo del 5,83% dopo la diffusione dei risultati finanziari del terzo trimestre, i quali hanno mostrato un utile per azione superiore alle attese degli analisti, confermando come i dati societari positivi continuino a essere premiati dal mercato.

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